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Uk, Johnson trionfa. Ma per gli operatori l’incertezza resta

La Brexit potrà rispettare la scadenza di gennaio. Ma dopo i festeggiamenti i mercati guarderanno ai negoziati sugli accordi commerciali

Scongiurato il pericolo rosso Corbyn e addio all’hung parliament. Sono questi, oltre ovviamente a una minore incertezza sul fronte Brexit e all’archiviazione dell’ipotesi no-deal, i regali di Natale che le elezioni britanniche hanno portato ai mercati. La vittoria schiacciante del partito conservatore di Boris Johnson permetterà infatti, salvo sorprese, di concludere la procedura di uscita dall’Ue entro la scadenza del 31 gennaio, così come promesso dal premier.

Le incertezze però non sono del tutto dissipate. Almeno a detta della maggior parte degli operatori. “Quella che è stata inquadrata come la tornata elettorale più importante di un’intera generazione ha conferito un mandato molto chiaro ai cionservatori per procedere sul cammino della Brexit – spiega Silvia Dall’Angelo, senior economist di Hermes IM -. Anche se sembra semplice, l’attuazione non sarà facile. Una volta approvato l’accordo di uscita dall’Ue, che ora è quasi certo avverrà entro la fine di gennaio, l’incertezza sulla conclusione del percorso si protrarrà e il percorso sarà probabilmente lungo e accidentato. È fondamentale che il Regno Unito ricostruisca la sua rete di accordi commerciali, che difficilmente sarà priva di attriti”.

Certo, ammette l’economista, l’eliminazione dell’incertezza sul tema del divorzio è una buona notizia per le prospettive economiche a breve termine: la crescita ha subito un notevole rallentamento negli ultimi anni, a riflettere l’impatto dell’incertezza legata alla Brexit sugli investimenti delle imprese. “Al graduale diminuire del livello di incertezza, la crescita e gli investimenti delle imprese registreranno probabilmente una modesta ripresa nella prima metà del 2020 – aggiunge -. Anche i recenti sviluppi incoraggianti sulla scena internazionale, in particolare per quanto riguarda un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, dovrebbero contribuire a breve termine. Tuttavia, con la nuova sequenza di scadenze relative alla negoziazione di un accordo commerciale con l’Ue, l’incertezza riemergerà probabilmente nel corso del prossimo anno, e sarà probabilmente accompagnata da una nuova volatilità sulla sterlina e sugli asset del Regno Unito. Infatti, secondo l’accordo in discussione, il periodo di transizione terminerà alla fine del 2020 e qualsiasi proroga dovrà essere concordata entro luglio, aspetto che potrebbe creare nuovi effetti di ‘cliff-edge’. Inoltre, non c’è chiarezza sugli accordi commerciali che potrebbero essere creati tra il Regno Unito e il resto del mondo, fonte questa di incertezza per il Regno Unito in termini di prospettive a medio e lungo termine”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Charles Hepworth, investment director asset allocation di Gam. “Questa maggioranza molto estesa, e la più consistente dai tempi di Margaret Thatcher nel 1987, ha avuto un prevedibile impatto sul mercato. La sterlina sta schizzando del 2%; invece, è improbabile che l’esito sia altrettanto positivo per il Ftse 100 large cap, mentre dovrebbe essere il contrario per mid e small cap – osserva -. Allo stesso modo potrebbe essere negativo per una qualsiasi esposizione di portafoglio non coperta alle altre monete nel breve termine a causa degli effetti di conversione valutaria. La domanda da porsi in futuro è: la sterlina può mantenere i guadagni degli ultimi mesi? Tutto questo dipende dalla fase 2 della saga Brexit, dalle trattative di negoziazione commerciale e da quanto vicino o lontano dall’Unione Europea Boris Johnson ritiene di potersi dirigere.  Con lo sblocco di questa impasse politica la solidità della sterlina nel breve periodo è cosa ovvia, ma nel medio termine potrebbe non essere così banale nel prossimo anno”.

Secondo Colin Dryburgh, gestore del Kames Global Diversified Growth Fund di Kames Capital, d urante questa campagna elettorale, gli investitori sono stati rincuorati dalla prospettiva di una politica fiscale più morbida. “Se Boris vorrà godersi un secondo successo elettorale dovrà non badare a spese – avverte -. Ci è stato promesso un budget anticipato e quello dovrà arrivare. A prescindere dal risultato, le elezioni promettevano comunque un salto nell’indefinito. L’uscita del Regno Unito dall’Europa alla prima data utile è inevitabile e la potenziale crisi di un ‘no deal’ sembra scongiurata, ma, come detto dal precedente inquilino di Downing Street, questa è solo la fine dell’inizio. Tempo di festeggiare, forse, ma c’è ancora molto da fare per recuperare la stasi degli ultimi tre anni”. 

“Il risultato elettorale aumenta notevolmente le possibilità che l’attuale exit deal sarà approvato nelle prossime settimane – afferma Hetal Mehta, senior european economist di LGIM -. Di conseguenza, è probabile che l’economia del Regno Unito godrà di un rimbalzo nel breve termine, sebbene un ritorno ai livelli di crescita registrati nel 2013-2014 sembra improbabile. Per il 2020, il risultato elettorale riduce le possibilità di secondi referendum sull’adesione all’UE e sull’indipendenza scozzese. Il clamore per quest’ultima, tuttavia, è probabile che cresca nei prossimi mesi alla luce dei forti risultati del Partito Nazionale Scozzese. Rimangono ancora domande importanti sulle prossime fasi del percorso della Brexit, non ultimo il calendario per l’accordo su una “relazione futura” con i partner europei del Regno Unito. In effetti, dato il tempo relativamente breve rimasto per questi colloqui, prevediamo che il nuovo governo del Regno Unito chiederà un’estensione del periodo di transizione oltre la fine del 2020”.

Sul fatto che l’effetto buona notizia di oggi non durerà a lungo conviene anche David Zahn, head of european fixed income di Franklin Templeton, secondo cui è probabile che l’attenzione degli investitori si rivolga rapidamente al modo in cui il nuovo governo può davvero realizzare la Brexit. “È probabile che i mercati vedano la vittoria dei conservatori come il risultato più positivo – spiega -. Sebbene sia stato considerato il risultato più probabile nel periodo precedente al sondaggio, ci aspettiamo che i mercati reagiscano favorevolmente, con i rendimenti dei Gilts che probabilmente diminuiranno e la sterlina probabilmente si rafforzerà. Pensiamo che anche le attività a rischio come i corporate bonds si rafforzeranno. Il manifesto conservatore era incentrato sul ‘portare a termine la Brexit’, quindi avremmo anticipato una rapida mossa per ratificare il disegno di legge sull’accordo di recesso del Primo Ministro Boris Johnson. Se ciò avrà esito positivo, il Regno Unito lascerà l’Unione europea il 31 gennaio 2020. I mercati, desiderosi di porre fine all’incertezza sulla Brexit, probabilmente risponderanno positivamente a breve termine”.

Tuttavia – mette in guardia Zahn-, un sollievo del mercato in occasione di una vittoria del partito conservatore potrebbe essere di breve durata poiché gli investitori ruotano rapidamente pensando al futuro, in particolare per la Brexit. Una volta che l’accordo di recesso dell’UE sarà ratificato dal Parlamento, il Regno Unito avvierà un periodo di negoziati su un futuro accordo commerciale. Tale processo di negoziazione può durare fino a undici mesi, il che non concede molto tempo per le complesse discussioni richieste. Non pensiamo che i negoziatori dell’Ue saranno suscettibili come lo erano quando hanno concordato l’accordo di recesso. Ci sono molti probabili punti critici nelle discussioni, come i diritti di pesca, potenzialmente difficili da risolvere. Ci sarà spazio per i negoziati, ma riteniamo che i colloqui saranno probabilmente duri. Se il governo britannico vuole prolungare il periodo di negoziazione, deve presentare una richiesta entro l’estate. Ciò comprime davvero il calendario a soli quattro o cinque mesi in cui calcolare se esiste un accordo commerciale praticabile. Se non ci fossero segni di aperture anticipate, ci aspetteremmo che i mercati inizino a chiedersi se una dannosa Brexit no-deal sia tornata possibile. È probabile che i mercati inizieranno a riflettere una maggiore incertezza se non ci saranno segni di progresso all’inizio dell’estate”.