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Titoli tech, ecco perché sono le nuove utility

Consumatori e aziende non possono farne a meno. Ma non tutte le società tech sono uguali. Ecco come scegliere le migliori, secondo AllianceBernstein

Non si può vivere senza. Proprio come per acqua, luce e gas, ormai non si può più fare a meno dei servizi online, che devono essere senza interruzioni, efficienti e garantiti. Per questo, secondo Lei Qiu, gestore dell’International Technology Portfolio di AllianceBernstein, ormai il tech è sbarcato nella categoria delle utility, portando con sé le caratteristiche di resilienza di questo comparto pur senza abbandonare il potenziale di crescita ed espansione. 

Per capirlo, a detta di Qiu, è sufficiente guardare ai numeri. I titoli tech globali hanno riportato una crescita di fatturato e utili superiore a quella del mercato nel primo trimestre, prima della crisi da coronavirus, e il differenziale si è ampliato dallo scoppio della pandemia. Anche alleggerendo alcuni degli impatti drammatici della crisi, guardando al tasso di crescita annuale composto tra 2019 e 2021, il ritmo di espansione di utili e fatturato del settore tecnologico è previsto superare quello del mercato rispettivamente del 9,5% e del 3,8%.

“A supportare il comparto in questo contesto sfidante è il suo nuovo ruolo come utility, ovvero come un qualcosa di cui consumatori e aziende non possono fare a meno – spiega l’esperta -. Oggi si pretende che la tecnologia abbia la stessa efficienza della fornitura di acqua e luce. Al contempo, dato che molti fruitori della tecnologia sono nuovi, gli investitori possono fare affidamento su trend di crescita sostenibili”.

Le aziende tecnologiche, tuttavia, non sono tutte uguali. Per catturare realmente il potenziale di crescita nel lungo termine, secondo Qiu ci si deve focalizzare su quelle realtà che permettono l’evoluzione tecnologica e la digital transformation in aree come le infrastrutture in cloud, le tecnologie per l’automatizzazione e i sistemi di pagamento.

“Con le aziende in lavoro da remoto e la crescente domanda per servizi di apprendimento a distanza o di tele-medicina, il cloud computing è diventato una componente essenziale – assicura -. Le società che permettono la funzionalità del cloud o che offrono applicazioni innovative sono ben posizionate in questo contesto in evoluzione. Alcuni esempi includono Twilio, un provider di software di comunicazione che aiuta le società a migliorare l’esperienza digitale dei clienti, e Ciena, un sistema ottico che aiuta a fornire elementi critici per l’imminente installazione della rete 5G e migliora connettività e velocità dei centri dati”.

Ulteriore aree d’interesse sono le tecnologie di automatizzazione che risulteranno essenziali vista la ridefinizione delle catene di approvvigionamento globali e con le società che considerano di riallocare i propri impianti in mercati sviluppati. “Le aziende necessitano di maggiore automatizzazione per supportare impianti produttivi efficienti e affidabili e per dare maggiore flessibilità ai propri indici di costo – fa notare l’esperta -. In aggiunta a stabilimenti e magazzini automatici, vedremo anche un incremento della collaborazione robotica, permessa da società come Keyence, Teradyne e IPG Photonics”.

Infine bisogna considerare che ancora per diverso tempo dovremo attenerci alle regole di distanziamento sociale e questo comporterà un cambio di rotta nei confronti dei pagamenti in contante, che non sarà più al primo posto fra le possibili scelte. Società come PayPal e Adyen, ad esempio, saranno al centro dell’impennata di e-commerce e pagamenti contact less, anche nei negozi fisici, secondo Qiu. 

Insomma, il coronavirus ha scatenato una domanda per questi servizi e prodotti in tutto il settore che ha accelerato notevolmente i tempi di una trasformazione tecnologica che era già in corso da molti anni. Secondo l’esperta, le aziende innovative che stanno trainando l’evoluzione, e che spesso non sono inserite nel benchmark, dovrebbero usufruire del potere di determinazione dei prezzi, anche in condizioni macroeconomiche complesse. “I leader tech non sono comunque necessariamente economici, scambiando a un rapporto prezzo/utili forward di 21,9 volte, un premio del 26% rispetto alle 17,3 volte Dell’Msci Acwi. Siamo però convinti che in questo contesto di bassa crescita e di forte incertezza, convenga pagare di più per società che offrono tecnologie innovative per promuovere un’espansione sostenibile”, conclude.