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Meeting Bce, Draghi delude i mercati

Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi (in foto), ha confermato oggi che l’Eurotower comprerà covered bond a partire da metà ottobre e Asset backed securities (ABS) dal quarto trimestre del 2014.

Draghi ha confermato che gli acquisti avverranno per almeno i prossimi due anni, ma ha deluso gli investitori non confermandone l’entità. I mercati speravano che la Bce avrebbe accelerato i piani di stimolo alla luce della recente debolezza dei dati sull’inflazione e sulla crescita, annunciando acquisti di dimensioni molto elevate oppure aggiungendo agli acquisti già previsti quelli di titoli di Stato. Tuttavia, Draghi ha semplicemente confermato le misure già annunciate, senza rivelare le dimensioni del programma. Nel passato, il presidente dell’Eurotower aveva segnalato che gli sarebbe piaciuto vedere il bilancio della Bce tornare ai livelli record visti nel 2012 (cosa che implicherebbe un aumento pari a 1.100 miliardi di euro), ma oggi ha minimizzato questa idea: un segnale che il Consiglio Direttivo non vi ha dato sostegno o ritiene potrebbe non essere possibile.
Il problema per la Bce è che il mercato di asset al quale punta per gli acquisti è troppo ridotto per far sì che il suo intervento abbia un grande impatto sull’economia. Infatti, lo stock disponibile di Abs è attorno a 250 miliardi di euro, mentre quello di covered bonds è di circa 650 miliardi di euro. Queste cifre includono poi emissioni sotto-standard, che la Bce ha escluso di comprare. Riteniamo che l’Eurotower sia consapevole di questa problematica, il che spiega come mai non ha fissato un target per gli acquisti. Di conseguenza, i mercati obbligazionari e azionari europei scambiano in ribasso (dal punto di vista dei prezzi), mentre la moneta unica si è lievemente apprezzata.
Nel complesso, il meeting odierno della Bce conferma che il Consiglio Direttivo è ora in una posizione attendista. Gli acquisti di asset privati inizieranno a breve, ma i policy maker vogliono maggior tempo per valutare l’impatto delle misure annunciate negli scorsi mesi. Tuttavia, Draghi ha voluto enfatizzare che il Consiglio Direttivo si è espresso all’unanimità nel dare sostegno a ulteriori misure non convenzionali, se necessarie. Il segnale chiaro è che la politica monetaria in Europa resterà accomodante per un lungo periodo di tempo, in contrasto con gli Stati Uniti e il Regno Unito, dove i mercati si aspettano un rialzo dei tassi di interesse nel 2015.

Commento a cura di Azad Zangana, european economist di Schroders