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La Fed continua ad agire da colomba

Non concordiamo con la view secondo cui la Federal Reserve probabilmente alzerà i tassi di interesse a inizio estate alla luce degli ultimi dati macroeconomici americani ed il contesto complessivo.

Per noi è quindi un orientamento diverso rispetto al passato e consideriamo che i prossimi dati sull’inflazione saranno deludenti, non supportando le previsioni della Fed di un ritorno al 2% dell’inflazione nel medio periodo. Le ultime dichiarazioni del Presidente della Fed, Janet Yellen (in foto), sono significative quando sottolineano che ci sono più rischi legati a un intervento troppo presto rispetto a quelli legati a un intervento in ritardo. Un aumento prematuro dei tassi di riferimento potrebbe “rischiare di danneggiare una ripresa che in realtà sta appena affermandosi…la situazione è migliorata notevolmente, non ci siamo ancora ripresi completamente e quindi vogliamo vedere continuare un ripresa robusta…”.
Un punto rilevante che notiamo negli ultimi dati sul mercato del lavoro, migliorato significativamente, è che gli aumenti dei salari non risultano omogenei, in altre parole non è l’intera forza lavoro a beneficiare del miglioramento in atto. Riteniamo che l’orientamento “attendista” della Fed basato in modo sistematico sul calendario delle riunioni emergerà in modo maggiormente evidente nel comunicato del FOMC di marzo. Nella nostra opinione ciò non significa che sia imminente un primo rialzo dei tassi di interesse quanto piuttosto che tale rialzo dipenda dai dati e dalla loro lettura come verrà analizzata di volta in volta.

Commento a cura di David Basola, responsabile per l’Italia di Mirabaud Am