Risparmio 2.1

Windows a quota 100 milioni. A Microsoft non basta

Nei sei mesi dal lancio, Microsoft ha venduto 100 milioni di licenze nel mondo di Windows 8, la nuova versione del suo sistema operativo decisamente rivoluzionaria, visto che è imperniata sulle funzionalità touch in una strategia che tenta di recuperare il terreno perduto nei terminali mobili, dove la partita, per ora, se la giocano Apple (con iPhone, iPad e il suo sistema operativo iOs) e Google, con gli innumerevoli produttori di tablet e smartphone basati su Android (in prima fila non è una novità), la coreana Samsung.

 

Per Microsoft 100 milioni di Windows 8 venduti dal 26 ottobre scorso significano un risultato in linea con quello di Windows 7 tre anni prima, ma secondo gli analisti (ed evidentemente secondo la stessa Microsoft) appare improbabile riuscire a bissare anche il numero di licenze distribuite nel primo anno sul mercato, che per la precedente versione del sistema operativo arrivò 240 milioni. A inizio gennaio, infatti, Windows 8 era arrivato a quota 60 milioni, il che significa che nei quattro mesi successivi sono stati venduti solo 40 milioni di licenze. Il pubblico non sembra adattarsi con molta voglia a una rivoluzione grafica (che ha portato anche alla scomparsa del tradizionale tasto Start) che per essere sfruttata al meglio non può prescindere da schermi touch, ancora dal prezzo troppo elevato per gli utenti Windows (a maggior ragione in questi tempi di crisi).

Microsoft per questo sta lavorando a una revisione di Windows che, come riporta Reuters, dovrebbe essere annunciata nelle prossime settimane e arrivare entro la fine dell’anno. “Windows 8 è perfetto? No. Ci sono cose che dobbiamo cambiare? Assolutamente. Siamo molto concreti circa le modifiche necessarie e ci stiamo impegnando per realizzarle nel tempo più breve”, ha dichiarato Tami Reller, co-head della divisione di Microsoft che si occupa di Windows, la scorsa settimana presentando i dati di vendita resi pubblici soltanto ieri.

Dopo diversi trimestri in cui si attendeva l’uscita di Windows 8 confidando nel rilancio di un mercato ormai in declino come quello dei pc, l’arrivo del sistema operativo non ha portato i risultati sperati e anzi secondo i dati di Idc il calo delle vendite di computer nel primo trimestre è stato del 14% (il più deciso declino di sempre). “Sappiamo che gli utenti amano i laptop dotati di schermo touch, ma sappiamo anche che sono sensibili al prezzo – ha notato Reller – e i nostri partner puntano sui volumi per poter abbattere i costi e trasferire il risparmio agli acquirenti”. Un concetto con cui i produttori di pc si sono sempre dovuti confrontare vista la risicata marginalità del settore a fronte di entrate ben più copiose proprio per Microsoft. I tempi sono maturi e se Windows 8 non dovesse mantenere le sue promesse non è difficile immaginarsi l’allargamento della fronda di quanti cercano alternative: da Android a Chromium Os (il sistema operativo web based di Google pensato per i pc), fino a piattaforme sviluppate in casa. D’altronde anche sul fronte dei tablet (settore in cui finora solo un terzo player come Amazon è riuscito a inserirsi, per altro sempre partendo da Android) la riscossa di Microsoft non si è ancora vista. Il Surface, l’alternativa all’iPad lanciato dall’azienda guidata da Steve Ballmer, ha venduto nel primo trimestre di quest’anno appena 900.000 unità a fronte dei 19,5 milioni di tablet targati Apple e 8,8 milioni prodotti da Samsung. Per questo la revisione di Windows 8 potrebbe focalizzarsi soprattutto sulla compatibilità con tavolette più piccole, sperando che i produttori possano preferirlo ad Android e lasciando intendere che anche Microsoft, come ha fatto Apple con l’iPad mini, possa pensare al lancio di un Surface in versione ridotta (7 o 8 pollici).