PROMOTORI & CONSULENTI

Promotori, Anasf lancia la proposta di un contratto modello per la categoria

L’Anasf punta tutto su un modello di contratto comune per la categoria dei promotori finanziari. Un contratto che le varie società potranno adattare alle proprie esigenze, struttura e business. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa Anasf, che si è svolta oggi presso la sala Duomo del Park Hyatt a Milano, organizzata per fare il bilancio dell’anno, dove sono intervenuti Maurizio Bufi (in foto), presidente Anasf, Germana Martano, direttore generale Anasf, e Ferruccio Riva, comitato esecutivo Anasf.

“Proprio in questi giorni la squadra che guida Anasf compie due anni di attività – ha commentato Bufi – L’ultimo anno in particolare ha visto l’Associazione impegnata su vari fronti in sedi politiche e istituzionali. L’uscita dei promotori finanziari dall’Oam è stato un risultato giunto dopo una lunga battaglia che ci ha impegnato dall’ottobre del 2011; segnale forte dell’Associazione nel rappresentare e tutelare gli interessi della categoria dei promotori finanziari. Premiati anche gli sforzi che ci hanno visti impegnati per chiarire lo status dell’iscrizione alle Camere di Commercio dei promotori finanziari. Ancora una volta l’azione di tutela messa in atto ha avuto un riscontro positivo, con la risposta di Unioncamere che ha condiviso la nostra posizione”.
E guardando avanti, uno dei temi cardine dei prossimi mesi sarà per l’Associazione la proposta al mercato di un modello di contratto comune per la categoria, che ciascuna società potrà adattare sulla base delle proprie esigenze, della propria struttura societaria, dei propri aspetti caratterizzanti e del proprio business. Un’idea che se condivisa e acquisita rappresenterà un ulteriore elemento di tutela dei promotori finanziari. “E’ questa la novità di quest’anno – ha sottolineato Riva – Gli obiettivi che ci poniamo sono tra gli altri quello di rendere più appetibile per i giovani la professione, dandole uno status più riconoscibile e stabile, tutelare meglio i risparmiatori, attraverso una rivisitazione delle modalità di rapporto nelle funzioni del professionista, come anche definire alcune zone grigie dei contratti vigenti, stabilizzando e qualificando il rapporto tra intermediario e professionista”. Per fare un esempio, l’Associazione ritiene che sarà utile specificare meglio l’oggetto dell’incarico, la previdenza del pf e il trattamento di fine rapporto, come anche andrà prevista una semplificazione della modalità di remunerazione per risolvere i conflitti di interesse, definendo nel dettaglio il concetto di portafoglio e di cliente. E anche la reintroduzione di una forma di tirocinio o praticantato per favorire il ricambio generazionale. Inoltre, l’Associazione propone che venga recepita anche in Italia la possibilità di svolgere l’attività come persona giuridica, già prevista dalla normativa UE.
La proposta del contratto non è l’unica novità che ha contraddistinto gli ultimi mesi di lavoro dell’Associazione: “Sal mese di ottobre Anasf, in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano, ha inserito all’interno della propria storica indagine Real Trend un set di domande centrato sulla percezione che il campione di circa 600 soci intervistati ha rispetto alla gravosità del rapporto con i propri clienti e alla loro propensione al rischio, chiedendo anche di pronunciarsi, questa volta però sulla base di un esame oggettivo, sulla propria fiducia sul futuro dell’economia e della finanza come anche del proprio lavoro – ha commentato Martano – I risultati? Se gli ultimi mesi del 2012 sono stati dal punto di vista professionale molto soddisfacenti per i promotori finanziari, l’inizio del 2013 ha visto una lieve contrazione di questo ottimismo dovuto probabilmente alla complessità della vicenda politica recente nel nostro Paese. Sarà molto interessante andare a leggere i dati dei prossimi mesi, e per questo motivo l’appuntamento è tra qualche mese”.