OPINIONI

L’economia reale spingerà una revisione degli utili

La forza del fattore “momentum” non è stata lineare durante il periodo tra il 2010 e il 2015, fase in cui abbiamo assistito a correzioni tecniche di breve periodo, che non giustificavano però modifiche al portafoglio.

Ci rendiamo tuttavia conto che la rotazione del 2016 stia trovando supporto nei fatti, con le proiezioni degli indicatori macroeconomici in significativo miglioramento. Inoltre, se fino a qualche tempo fa le revisioni al rialzo degli utili erano riscontrabili solitamente tra i titoli difensivi, che riuscivano a rinforzare i propri bilanci nonostante la debolezza del contesto macroeconomico, oggi sembrano prevalere le componenti più aggressive e cicliche del mercato, tra cui banche, costruttori e alcuni titoli industriali.
Di certo il riscontro che stiamo ottenendo dai dirigenti delle società suggerisce che le revisioni degli utili tra le società cicliche siano destinate a proseguire, indicando delle similitudini in questa inversione di tendenza della dinamica dei prezzi con quanto accaduto nel 2009, basata sul cambiamento dell’economia reale. Continuiamo ad avere fiducia in alcuni dei temi su cui puntiamo da un po’ – crescita strutturale, solidità dei bilanci e crescita sottostante nei mercati di riferimento.
Adesso ci stiamo però concentrando anche sulla ripresa nel settore delle costruzioni; sulle banche – sia quelle che possono partecipare alla crescita del mercato dei prestiti, sia quelle che provengono da precedenti storie di ristrutturazione e che mostrano una rinnovata solidità in seguito alla ricapitalizzazione – così come sulla ritrovata attività nelle esplorazioni petrolifere e nel ritorno di un certo potere di determinazione del prezzo nel business del packaging in seguito alla riduzione della scorte. Continuiamo allo stesso modo a nutrire scarsa fiducia in quelle società in cui problemi strutturali di eccesso di capacità sono estremamente radicati e nei confronti di quelle che risultano chiaramente perdenti per l’importazione di inflazione derivante dall’indebolimento della sterlina.
Inoltre iniziamo ad avere scarsa fiducia nei confronti delle società più esposte al raggiungimento di un picco del commercio internazionale e di una stretta nel reddito disponibile, come anche in quei ciclici più soggetti a performance deludenti, ora che le attese sono più alte. Nel complesso il nostro intento è stato quello di rendere il portafoglio non troppo esposto al ciclo, consapevoli dei rischi legati alle prossime tornate elettorali.
Stiamo limitando di conseguenza tanto l’esposizione netta di settore quanto quella lorda. È importante ricordare come il trend reflattivo abbia sostenuto tutto quello che è legato agli asset di rischio ed ai ciclici, schivando per contro i titoli difensivi o i cosiddetti bond proxy. È probabile che i ciclici che non riusciranno a raggiungere le alte aspettative soffriranno, mentre i difensivi che avranno dimostrato di essere stati ingiustamente penalizzati potrebbero andare incontro ad un solido rally.

 

di Gianmarco Mondani – CIO del team azionario non direzionale di GAM