OPINIONI

India, la crescita sorprende

Il Pil indiano è cresciuto del 5,3% su base annuale nel terzo trimestre del 2014, secondo i dati pubblicati oggi, più lentamente rispetto al 5,7% fatto segnare nei tre mesi precedenti ma meglio delle attese, nostre e della City londinese.

Sebbene la crescita abbia superato le aspettative dei mercati, è stata sostenuta dalla spesa pubblica e dai consumi privati. Sia gli investimenti, sia le esportazioni nette, si sono rivelati più deboli rispetto al secondo trimestre: si tratta di un dato negativo in un’economia con significative necessità di modernizzazione infrastrutturale e problemi ricorrenti sulla parte corrente del bilancio. Anche la dipendenza dalla spesa pubblica preoccupa, dato il prossimo target di riduzione del deficit fiscale.
I dati a maggior frequenza hanno mostrato letture confortanti e ci aspettiamo quindi che la crescita tenga nell’ultimo trimestre del 2014. Le attuali prospettive per il 2015 sembrano migliori, anche se non di molto. Questo grazie alla debolezza del prezzo del petrolio e alle attese di qualche successo in termini sul fronte delle riforme, che dovrebbe portare a maggiori investimenti e a un’accelerazione dell’economia man mano che ci si avvicina al 2016. Tuttavia, l’India denota ancora colli di bottiglia dal lato dell’offerta (specialmente nelle infrastrutture energetiche e dei trasporti) e un quadro per gli investimenti relativamente modesto. A ciò si aggiunge la preoccupante recente debolezza delle esportazioni.
L’agenda delle riforme resta un fattore chiave per le speranze di crescita indiane. Sebbene siano stati fatti alcuni passi in avanti, restano ostacoli di natura politica. Il primo ministro Modi non ha ancora mostrato di avere le mani libere che qualcuno si aspettava avesse alla luce del forte mandato popolare. L’ultima preoccupazione in ordine di tempo riguarda le pressioni da parte dei Governi statali per ottenere delle esenzioni sulla Goods and Services Tax (GST), un punto fondamentale della riforma della tassazione. Infatti, se troppi beni dovessero essere esclusi dal campo di applicazioni della GST, la tassa non raggiungerebbe pienamente il suo scopo.
Il Parlamento indiano è tornato al lavoro il 24 novembre, per la sua sessione invernale mensile. Il successo nell’implementazione delle riforme in questo momento, inclusa quella sulla GST, avrà implicazioni significative sia per il sentiment sia per le prospettive dell’economia indiana.

Commento a cura di Craig Botham, Emerging Markets Economist di Schroders