Mercati

Obbligazionario e rialzo dei tassi, come ridurre il rischio

Sebbene la situazione nel mercato obbligazionario sia divenuta più chiara, con il ridotto rischio politico in Europa e l’apertura da parte della Fed rispetto alle sue intenzioni in termini di politica monetaria, gli investitori non dovrebbero ignorare il rischio rappresentato dal rialzo dei tassi, perché i rendimenti dei bond sono ancora estremamente bassi, specialmente in Europa.

In queste circostanze, è vitale una gestione attiva per proteggere i portafogli dal rialzo dei tassi – anche graduale – sulla scia delle strette di politica monetaria provenienti dagli USA. Gli investitori devono guardare aldilà dell’universo “euro aggregate” per cercare alternative che possano offrire maggior protezione. La situazione attuale richiede un approccio olistico e unconstrained al mercato obbligazionario. Negli ultimi mesi abbiamo favorito diversi temi d’investimento. Il credito degli Stati Uniti è valutato in maniera interessante rispetto all’equivalente europeo.
La rinnovata incertezza rispetto al prezzo del petrolio potrebbe impedire ai prezzi dei bond corporate di aumentare. Al momento il prezzo del petrolio si muove su una forchetta compresa fra i 42 e i 55 dollari, cioè vicino ai livelli visti nel 2015 e nel 2016. Tuttavia, la situazione odierna è differente: allora l’indice ISM era a 48 e c’erano preoccupazioni riguardo la possibilità che gli Stati Uniti tornassero in recessione, mettendo una significativa pressione al ribasso sul prezzo del petrolio. Oggi la salute dell’economia americana non è più in questione.
L’attuale basso prezzo del petrolio è dovuto esclusivamente all’incapacità dei paesi produttori di raggiungere un accordo sui tagli della produzione. Analogamente, l’high yield degli Stati Uniti, dove i differenziali dei CDS al momento sono 70 punti base più alti rispetto alla loro media degli ultimi 5 anni, dal punto di vista del carry e del roll down, offre ancora valore. Gli investitori possono ottimizzare il proprio profilo di reddito investendo nel segmento ad alto rendimento degli Stati Uniti attraverso derivati come i CDS.
L’acquisto attraverso questi contratti resta conveniente rispetto ai prezzi dei bond sottostanti. Infine, resta interessante il debito subordinato delle banche, a patto che gli investimenti siano selezionati con attenzione.
Gli ultimi accadimenti che hanno riguardato Banco Popolare e le banche venete stanno a significare che gli investitoti dovrebbero focalizzarsi sulle banche rilevanti da un punto di vista sistemico, nella misura in cui questi istituti di grosse dimensioni hanno già fatto pulizia nei propri bilanci e ristrutturato i propri modelli di business. Con un approccio flessibile al mercato obbligazionario, queste soluzioni d’investimento aiutano a ridurre il rischio per i portafogli.

                                                                         di Christel Rendu de Lint, Head of Global & Absolute Fixed Income, Union Bancaire Privée – UBP