Mercati

Mercati calmi nonostante la tensione con la Corea del Nord. L’analisi

Nonostante le tensioni con la Corea del Nord rimbalzate sui media nei giorni scorsi, i mercati restano calmi. Solitamente, quando si presenta un fattore di rischio come per esempio tensioni tra USA, Russia e Cina, ci aspettiamo di assistere ad una corsa per mettere in salvo i capitali o qualcosa di simile.

Kim Jong Un ha appena dimostrato di avere il potenziale per lanciare un missile fino all’Alaska, eppure i mercati restano inspiegabilmente calmi. Di certo la chiusura dei mercati statunitensi in occasione della festività del 4 luglio ha influito su volumi e attività sui mercati finanziari, ma non sugli scambi di beni come oro e valute come Yen e Dollaro, scambiati regolarmente.
C’è stato un leggero sell off verso la fine della sessione europea di ieri, ma le borse asiatiche questa mattina sono apparse stranamente resilienti. Questa sera, o intorno all’ora di pranzo per Wall Street, la FED pubblicherà i verbali della riunione di tre settimane fa. La banca centrale americana, insieme a altre banche centrali del mondo, si è sforzata recentemente di sottolineare che la crisi finanziaria del 2008 è ormai alle spalle e che è tempo di tornare a fare business as usual. Durante l’ultima riunione, i tassi di interesse sono stati portati da 0,25% a 1,25%, nonostante le performance dell’economia in generale non corrispondessero alle loro aspettative.
Ci sarà una nuova riunione il 26 luglio e, secondo i mercati, non ci sono possibilità che si opti per un nuovo incremento dei tassi. Per i trader di breve periodo, una mossa inaspettata da parte della FED potrebbe tradursi in notevoli guadagni, ma gli investitori di lungo periodo, invece, dovranno guardare alle proiezioni su almeno i prossimi 12 mesi.

 

                                                                                                                                                     di Mati Greenspan, market analyst di eToro