Mercati

La Bce calmerà i mercati ansiosi, il 20 luglio nessuna decisione

Secondo la Banca Centrale Europea, l’inflazione e le aspettative sull’inflazione sono basse essenzialmente a causa del calo del prezzo del petrolio. Ritiene pertanto che la politica monetaria implementata, estremamente accomodante, stia contribuendo al raggiungimento degli obiettivi che si era prefissata, in particolare per quanto riguarda l’aumento del volume dei prestiti in Europa.

Premesse tali condizioni, la BCE si sta comprensibilmente spostando verso una riduzione delle misure di stimolo. Non prevediamo alcun aumento dei tassi di riferimento prima della fine del 2018 e persino del 2019. Un euro al rialzo non è nell’interesse dell’Eurozona, poiché ha già subito un brusco rimbalzo dai minimi registrati nel dicembre 2016. D’altra parte, è probabile che la BCE ponga fine al programma Quantitative Easing nei prossimi trimestri. In aprile, ha cominciato a ridurre il ritmo dell’acquisto di titoli, tagliando il volume degli acquisti mensili da 80 a 60 miliardi di euro.
Ci si aspetta adesso che siano annunciate ulteriori riduzioni nel corso dell’estate, al fine di moderare gradualmente il suo programma di acquisto di obbligazioni nel 2018. Ciò rappresenta un rischio per i rendimenti obbligazionari, ma riteniamo che il rischio sia concentrato sulle obbligazioni a lungo termine. Alla conferenza di Sintra, lo scorso giugno, Mario Draghi ha preparato i mercati ad annunci che potrebbero arrivare già agli inizi di settembre.
È quindi piuttosto improbabile che la riunione del 20 luglio deciderà su misure concrete. Al contrario, la BCE potrebbe essere tentata di calmare mercati al momento ansiosi riguardo possibili cambiamenti nella politica monetaria.

                                                                                di Guillaume Rigeade, Fund Manager Asset Allocation & Sovereign Debt di Edmond de Rothschild AM