Mercati

L’Italia preoccupa, ma il mercato esagera. Ecco perché

Se si guarda a quello che è successo al mercato martedì 29 maggio, crediamo che la reazione sia stata esagerata. Si è scontato un aumento della probabilità di un’uscita dell’Italia dall’unione monetaria, evento che rimane improbabile. Nessuno dei principali partiti ha un genuino interesse a uscire dall’eurozona.

Quello che è attualmente in discussione sono invece le regole che l’Italia dovrà rispettare in qualità di membro a tutti gli effetti, e queste norme e regolamenti sono certamente negoziabili, inclusa la possibilità di un’espansione fiscale in Italia. I mercati al momento stanno scontando qualcosa di molto peggio, ed è per questo che la reazione ci appare esagerata, tanto da offrire buone opportunità di ingresso in quelle aree di mercato che sono state interessate dal sell-off. Ciò a cui stiamo assistendo evidenzia le difficoltà che i due partiti populisti italiani – la Lega e il Movimento 5 Stelle – stanno incontrando nel cercare punti in comune in materia di decisioni politiche.
L’Italia rimane divisa, in termini politici, tra destra e sinistra, tra nord e sud e in altri modi. Per questa ragione il Paese rimarrà sempre legato a preoccupazioni legate alla stabilità di qualunque tipo di governo che potrebbe emergere, anche nel caso di nuove elezioni. È molto probabile che nessun gruppo di partiti del nuovo governo avrà un consenso tale da poter preparare l’uscita dell’Italia dall’Euro.
Ciò che è più probabile, quindi, è un periodo prolungato di incertezza politica e un complicarsi dei rapporti tra l’Italia e i suoi partner europei. Ci sarà sicuramente un aumento dei premi di rischio quindi, ma crediamo che una crisi su larga scala che vada a interessare anche il settore bancario sia improbabile. I rendimenti dei Bund a due anni sono arrivati a un valore negativo, compreso tra -0,6% e -0,7%, nonostante la turbolenza del mercato sembra limitata all’Italia e la situazione sembrava già in miglioramento nella mattinata di mercoledì.
Se a questo aggiungiamo che la BCE ha chiaramente espresso la sua intenzione di concludere la sua politica monetaria accomodante nel corso dei prossimi anni, partendo da una diminuzione degli acquisti e passando per la rimozione dei tassi di interesse negativi probabilmente l’anno prossimo, i prezzi attuali rappresentano una distorsione, a conferma della reazione esagerata agli avvenimenti politici italiani.
I tassi a due anni dei Bund evidenziano una corsa alla qualità più che un cambiamento delle aspettative rispetto alla politica della BCE. Allo stesso modo la Banca Centrale molto probabilmente considererà questi valori come un’anomalia di breve durata. I tassi attuali hanno senso solo nel caso in cui si creda che l’incertezza politica porterà a un significativo rallentamento dell’attività economica dell’Eurozona, e crediamo che sia decisamente presto per trarre una conclusione di questo tipo.

                                                    di Larry Hatheway, capo economista di GAM Investments