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Arte, Carlyle e Pictet lanciano Athena Art Finance

I collezionisti di opere d’arte di alto livello hanno ora una nuova risorsa per sfruttare il valore intrinseco delle loro collezioni.

Sarà avviata infatti l’8 ottobre Athena Art Finance Corp. con 280 milioni di dollari di capitale da parte del Carlyle Group e della società di private equity del Gruppo Pictet, che hanno co-fondato la società insieme all’amministratore delegato Andrea Danese, un esperto di finanza strutturata.
Partendo dalle imminenti aste e fiere artistiche stagionali, la finanziaria con sede a New York offrirà sul mercato globale prestiti pro soluto aventi esclusivamente come collaterali opere d’arte. L’investimento di Carlyle viene dal Carlyle Global Financial Services Partners II, un fondo di un miliardo di dollari chiuso nel 2014.
Ideata da Olivier Sarkozy, managing director del Carlyle Group e responsabile del Global Financial Services Group, Athena mira a portare un approccio disciplinato al modo in cui l’arte viene finanziata, accettando come garanzia solamente le opere d’arte più preziose. La società offrirà fino al 50% del valore minimo stimato delle singole opere o collezioni.“Con oltre 3.000 miliardi di dollari di controvalore, il mercato dell’arte internazionale è probabilmente tra i settori di dimensioni ragguardevoli il meno sviluppato e finanziariamente sofisticato al mondo”, ha detto Olivier Sarkozy. “Le notevoli risorse e la rilevante competenza di Athena introducono un approccio professionale ai servizi finanziari in questo mercato non ancora coperto”.
Athena offrirà prestiti con durata dai 6 mesi ai 7 anni, pari ad un minimo di un milione di dollari a tassi competitivi, consentendo ai clienti di utilizzare la propria arte senza impegnare i propri beni personali. La società si contraddistingue per non avere come obbiettivo né vendere né assumere la proprietà delle opere poste a garanzia del prestito.“Per troppo tempo importanti collezionisti d’arte e altri operatori del settore hanno avuto limitate possibilità nella scelta di forme di prestito aventi l’arte come garanzia,” ha detto Andrea Danese, che contribuirà alle competenze di investimento del Carlyle Group, grazie ad un’esperienza più che ventennale nel settore della finanza strutturata e della tecnologia finanziaria. “Il nostro obiettivo consiste nell’essere una risorsa finanziaria indipendente, fidata e flessibile per il mercato dell’arte”.
I prestiti avranno come garanzia opere d’arte con un elevato valore di mercato, incontrando le necessità dei soggetti High Net Worth Individual, dei family office e di altri operatori del settore che attualmente dispongono di limitate opzioni nel ricorso all’art financing tra cui i finanziamenti pro solvendo erogati dai principali istituti bancari private oppure prestiti a breve termine offerti da boutique finanziarie con tassi a doppia cifra.
Athena punta a fornire una maggiore flessibilità ai consulenti finanziari, agli estate planner, agli avvocati e altri professionisti che potranno gestire le collezioni dei loro clienti in modo razionale come gli altri asset in portafoglio. Fondata a marzo, la società ha raccolto rapidamente dei consistenti capitali a supporto del proprio piano di crescita e di un modello di business in grado di integrare le attività sia delle case d’asta più affermate che delle società di servizi finanziari. Le relazioni di Pictet con soggetti privati con ampie disponibilità patrimoniali saranno un’importante risorsa per la società.
Remy Best, Partner responsabile di Pictet Wealth Management, ha così commentato: “Pictet è lieta di offrire ai propri clienti privati dei prestiti utilizzando le loro collezioni d’arte come garanzia, grazie all’aiuto di partner terzi. Crediamo che investimenti alternativi siano sempre più importanti per i proprietari di grandi patrimoni. L’arte è sempre stata una risorsa di diversificazione per i nostri clienti, in alcuni casi guidata dalla loro personale passione per l’arte nelle sue diverse forme, o in altri in qualità di un efficace nuovo veicolo di investimento”. Athena permetterà ai collezionisti di mantenere la proprietà delle loro opere d’arte, consentendo loro di effettuare altri investimenti o di finanziare spese inattese, proteggendo al contempo il resto del proprio patrimonio.
“Il conseguente aumento di liquidità per i nostri clienti migliorerà la trasparenza e l’efficienza del mercato dell’arte”, ha affermato Andrea Danese. “Stiamo ponderatamente svincolando i bilanci personali dei collezionisti, fornendo loro un’affidabile flessibilità nella gestione delle loro preziose collezioni d’arte”.