INVESTIMENTI

Un corporate bond emergente per ottenere extra rendimento

In tempi in cui i Paesi del G3 (Usa – Eurozona – Giappone) presentano tassi d’interesse molto bassi, gli investitori che puntano a un rendimento extra dovrebbero iniziare a pensare di allocare parte del proprio portafoglio fixed income sulle obbligazioni corporate dei Mercati Emergenti, che offrono un profilo rischio/rendimento attraente.

Prima di tutto, con una capitalizzazione di mercato attorno ai 1.500 miliardi di dollari, pari a circa 4 volte quella del mercato high yield dell’Eurozona, non si tratta più di un’asset class di nicchia. In più, oltre ad alcuni player locali che dovrebbero trarre vantaggio dal potenziale di crescita extra offerto dai Paesi Emergenti rispetto alle economie avanzate, tra le imprese dei Mercati Emergenti ci sono anche alcune delle più grandi multinazionali globali: gli investitori possono quindi accedere a nomi come Hyundai in Corea del Sud, Tata in India o Codelco in Cile.
Oltre il 70% delle emissioni corporate dei Mercati Emergenti, denominate in dollari o in euro, sono investment grade. Tali emissioni offrono un rischio di credito analogo a quello offerto dai bond investment grade europei e statunitensi. Infatti, è importante notare che le agenzie di rating mirano a valutare il rischio di credito nello stesso modo, a prescindere dalla provenienza geografica dell’emittente. Di conseguenza, storicamente, emittenti dei Mercati Emergenti con rating BBB hanno rischiato di subire un downgrade a BB, allo stesso modo dei loro competitor dei mercati sviluppati. Gli investitori, quindi, piuttosto che preoccuparsi eccessivamente della domiciliazione dell’emittente, dovrebbero invece assicurarsi di essere ben compensati per i rischi che andranno a correre.
Alla luce di ciò, quindi, gli emittenti corporate investment grade dei Mercati Emergenti paiono attraenti in confronto a quelli europei e USA. Stando poi agli indici di Bank of America Merrill Lynch, i rendimenti degli emittenti corporate dei Mercati Emergenti con rating BBB sono più elevati (4,53% al 15/10/2014) rispetto a quelli degli emittenti statunitensi ed europei (rispettivamente il 3,36% e l’1,81%), con una duration simile (5,5). Dato che la correlazione tra queste tre asset class rimane ben al di sotto di 1, crediamo che aggiungere obbligazioni corporate investment grade dei Mercati Emergenti a un portafoglio fixed income tradizionale dovrebbe essere vantaggioso per gli investitori nel corso del tempo, in quanto ciò offre dei benefici in termini di diversificazione e un potenziale di rendimento extra, con un rischio di credito simile. Detto ciò, proprio come nei mercati del credito delle economie sviluppate, anche nei Mercati Emergenti possono permanere rischi idiosincratici specifici.
Investire in corporate bond investment grade dei Mercati Emergenti, quindi, richiede un’approfondita ricerca bottom up, nonché la capacità di investire in un gran numero di emittenti per mitigare tale rischio. A nostro avviso, gli investitori che vogliono aggiungere obbligazioni corporate dei Mercati Emergenti nel proprio portafoglio, dovrebbero farlo tramite fondi comuni di investimento ben diversificati, gestiti da un team con un’esperienza comprovata.

Commento a cura di Denis Girault, Head of Emerging Markets bonds di Union Bancaire Privée