INVESTIMENTI, Mercati

Tassi, dazi e crescita debole: come investire

Giudizio positivo su azioni e sterlina, neutrale sulle obbligazioni Usa. L’asset allocation secondo Eurizon Capital Sgr

Nel periodo agosto-settembre 2019, la forte discesa dei tassi governativi e il contestuale appiattimento delle curve dei rendimenti hanno denotato crescente preoccupazione degli investitori per la tenuta del ciclo economico. Più costruttiva, invece, la lettura che si può trarre dai mercati azionari, la cui tenuta riflette la considerazione che la discesa dei tassi potrà agire da stimolo alla crescita, prolungando il ciclo economico, soprattutto se nel frattempo Usa e Cina elimineranno gli effetti restrittivi derivanti dalla guerra commerciale. “L’andamento dei mercati per i mesi finali dell’anno sarà con ogni probabilità determinato da queste due variabili: risposta del ciclo economico alla recente discesa dei tassi d’interesse e andamento dei negoziati Usa-Cina”, scrivono nella loro view d’investimento mensile gli esperti di Eurizon Capital Sgr, secondo cui le evidenze delle ultime settimane sembrano andare nella giusta direzione.

Quanto alla guerra commerciale, il report sottolinea come a inizio settembre le parti hanno annunciato di essere pronte a riprendere il dialogo per definire un accordo. Al momento non è disponibile un calendario dei nuovi negoziati, ma sono già state prese decisioni che hanno creato aspettative favorevoli. Si sta anche ventilando, poi, l’ipotesi di un accordo provvisorio che permetta di sospendere l’entrata in vigore delle nuove tariffe per un periodo più prolungato, mentre si lavorerà per un accordo definitivo.

“A proposito dei dati macroeconomici va invece rilevato che l’attività industriale continua a rallentare e in alcuni casi, ad esempio in Germania, si sta contraendo – si sottolinea nel report -. Non si registra però ancora un contagio sui settori non manifatturieri (che più spiegano l’andamento della domanda domestica), né in Usa, né in Europa. Inoltre nelle ultime settimane i dati macroeconomici hanno mostrato un andamento complessivamente migliore delle attese (recupero degli indicatori di sorpresa), indicazione del fatto che il pessimismo degli economisti sulla crescita economica potrebbe avere toccato un minimo e che gli stimoli monetari starebbero iniziando a contenere il rallentamento”.

Con riguardo alle Banche Centrali, per gli esperti di Eurizon gli spazi di sorprese positive appaiono ora ridotti. La Federal Reserve ha iniziato, senza troppa convinzione, una manovra di abbassamento dei tassi che sta procedendo ad un ritmo inferiore rispetto a quanto auspicato dai mercati finanziari. “Una Federal Reserve indecisa sul da farsi non è una buona notizia, ma va rilevato che lo stimolo monetario è stato comunque impartito dalla forte discesa dei tassi di mercato, anche al di là delle azioni della Fed”, si legge ancora. Quanto alla Bce, le decisioni prese a settembre, in particolare la riapertura ‘open end’ del Qe, sono state decisamente corpose e molto probabilmente non richiederanno nuovi interventi per qualche tempo.

Secondo gli esperti di Eurizon, in Eurozona il principale tema di attenzione per i mercati, e potenziale sorpresa, dei prossimi mesi saranno le prime decisioni della nuova Commissione europea in termini di finanza pubblica. “A questo proposito, indicazioni si avranno con la valutazione delle leggi di Bilancio per il 2020, tema peraltro di grande importanza per l’Italia”, avvertono.

Ecco quindi le view d’investimento adottate da Eurizon Capital Sgr sulle principali asset class.

Giudizio positivo sulle azioni. “Si adotta un giudizio positivo sulle azioni. In termini geografici si conferma il seguente ordine di preferenza relativa: (1) Usa, (2) Europa, Giappone, Paesi emergenti, (3) Pacifico ex Giappone”.

Giudizio neutrale su Usa, negativo su Germania e Paesi ‘quasi core’. “Si conferma un giudizio neutrale sulla duration Usa. Si rafforza il giudizio negativo sulla duration dei titoli tedeschi e ‘quasi core’ dell’Area euro”. 

Giudizio neutrale sui titoli governativi periferici dell’Eurozona. “Si conferma il giudizio neutrale sui titoli governativi ‘non core’ dell’Area euro, con preferenza relativa per l’Italia abbinata a strategie di appiattimento della curva”.

Giudizio positivo sulle obbligazioni a spread. “Si conferma un giudizio positivo sui mercati a spread. Si modifica l’ordine di preferenza relativa delle componenti (finora equiparate), diventando: (1) High Yield, (2) Mercati emergenti, (3) Investment Grade”.

Giudizio positivo sullo yen e sulla sterlina. “Si conferma il giudizio positivo sullo yen e si adotta un giudizio positivo sulla sterlina, che presenta valutazioni interessanti a fronte di prospettive di hard Brexit che appaiono in calo. Si porta invece a neutrale (da positivo) il giudizio sulle valute emergenti”.