INVESTIMENTI, Mercati

Tassi negativi: asset liquidi e di qualità per sopravvivere

Calef (Notz Stucki): “È possibile ricercare rendimenti interessanti nella selezione di titoli finanziari ibridi, come le obbligazioni convertibili, o di bond dei mercati emergenti”

Anche sotto la guida di Christine Lagarde, probabilmente si prospetterà una Bce molto accomodante, che si è dimostrata tale dopo l’avvio di un pacchetto di stimolo monetario comprendente diverse misure espansive, non solo il taglio dei tassi. Ma una di queste, avverte Giacomo Calef, country manager di Notz Stucki, sta creando molti timori in coloro che detengono eccessi di liquidità non investita: il taglio del tasso sui depositi presso la Banca Centrale al -0,50%. 

“La questione di rilievo è che tale tasso si rifletta poi sui conti correnti, come accade ad esempio in Svizzera o in Danimarca. In Italia non è ancora stato applicato, ma presto arriverà anche da noi”, spiega l’esperto, che sottolinea come il problema principale riguarda dunque l’impiego della liquidità, affinché non venga erosa dal tasso di interesse negativo. Anche la soluzione più semplice, quella di acquistare titoli di Stato oppure bond Investment Grade in grado di dare la massima certezza del rimborso, non è percorribile. Basta infatti guardare i rendimenti dei principali titoli di Stato europei, come ad esempio quello tedesco, francese, oppure spagnolo: nella maggior parte dei casi anche sulle lunghe scadenze abbiamo rendimenti azzerati oppure addirittura negativi. Insomma, è difficile trovare un cosiddetto “parcheggio” per la liquidità, comodo e sicuro.

Pertanto, per un investitore che mira esclusivamente alla conservazione del proprio patrimonio, ovvero a non farlo erodere dall’inflazione e dall’avvento dei tassi negativi, quale soluzione possiamo dare? “Purtroppo trovarne una semplice e di immediata applicazione risulta un compito più che arduo – ammette Calef -, ma in ogni caso noi puntiamo esclusivamente sulla qualità e sulla liquidabilità degli asset. All’attuale stato delle cose, è possibile ricercare rendimenti interessanti nella selezione di titoli finanziari ibridi, come le obbligazioni convertibili, o di bond dei mercati emergenti denominati in dollari”.

“Tuttavia – avverte l’esperto -, dobbiamo tenere presente che tali asset potrebbero essere piuttosto volatili in condizioni di mercato difficili e che l’attuale remunerazione del rischio potrebbe non soddisfare pienamente le aspettative. Pertanto, oltre ad un approccio selettivo e molto analitico, la chiave per fronteggiare il contesto dei bassi tassi di interesse è la pazienza”.

“Ancora più importante – conclude Calef -,  sottolineiamo il fatto che preferiamo non investire in strumenti a rendimento negativo e che non vogliamo partecipare alla caccia attualmente in vigore per ottenere grandi performance, come quelle che si sono viste di recente negli asset illiquidi, che vincolano il patrimonio per molti anni. Gli attuali afflussi osservati nel Private Equity, nel Private Debt, nel settore immobiliare o in prodotti strutturati stanno confermando che gli investitori sono alla disperata ricerca di allocazione del proprio denaro. Ma secondo noi nessuno dovrebbe rinunciare alla qualità dei propri asset o alla loro liquidabilità per generare un rendimento per il proprio portafoglio. Crediamo che la pazienza a lungo andare sarà premiata e che le opportunità arriveranno”.