INVESTIMENTI, Mercati

Small-cap Usa: tre ragioni per investire

Rendimenti superiori, diversificazione e reazione di valore tramite selezione dei titoli: ecco perché puntare su questa asset class secondo Organt di T. Rowe Price

Se l’S&P500 ultimamente sta raggiungendo nuovi massimi storici, le small-cap Usa nell’ultimo anno hanno faticato a rimanere al passo. Ciò ha spinto alcuni investitori a mettere in discussione l’outlook per questa asset class nella propria allocazione. “Tuttavia, a nostro avviso, non solo il contesto dei fondamentali rimane favorevole nel breve termine, ma vi sono solide ragioni per mantenere un’allocazione strategica di lungo periodo nelle small-cap”, assicura Curt Organt, gestore del fondo T. Rowe Price US Smaller Companies Equity di T. Rowe Price.

Quali elementi stanno pesando sulla performance del mercato small-cap? “C’è chi suggerisce che la combinazione dei trend di rallentamento economico globale e della trade war Usa-Cina rappresenti uno scenario particolarmente rischioso per l’asset class. Infatti, le small-cap tendono ad avere livelli di debito più alti in proporzione alle riserve di liquidità e ai ricavi, quindi sono nel complesso più sensibili al benessere dell’economia – risponde il gestore -.Un po’ di influenza da parte di un’economia globale più debole è inevitabile. Tuttavia, gli Usa stanno continuando a crescere in modo solido. Le small-cap tendono a essere più orientate al mercato domestico, quindi in generale sono più isolate dai trend globali rispetto alle grandi società. È vero che le small-cap non sono immuni alla trade war: dato che importano ed esportano materiali e componenti, è probabile che qualunque disruption in questo ambito generi volatilità. Tuttavia, è plausibile che la guerra commerciale offra anche opportunità a certe aziende statunitensi, che potrebbero riempire gli spazi precedentemente occupati da quelle cinesi”.

Secondo Organt, i fondamentali restano incoraggianti. “Il periodo di mercato rialzista attuale dura ormai da più di 10 anni e la fine del ciclo economico si sta probabilmente avvicinando. Se le dimensioni delle small-cap da una parte le rendono attraenti in quanto più reattive a cambiamenti e opportunità, dall’altra le rendono anche più vulnerabili durante i periodi di slowdown. Di conseguenza, alcuni investitori hanno iniziato ad uscire dall’asset class, spostandosi verso aziende più grandi e riconosciute, che offrono utili stabili, indebitamento minore e riserve di liquidità più consistenti”, osserva.

Nonostante la fase avanzata del ciclo, vi sono diversi fattori a favore dell’asset class. “Innanzitutto, le aspettative del consensus prevedono che nei prossimi 12 mesi le small-cap sperimenteranno una crescita maggiore rispetto alle società più grandi, mentre le valutazioni sembrano essere più ragionevoli. Allo stesso tempo, le attività di M&A continuano a supportare la performance dell’asset class. Infine, il Governo USA e la Fed hanno assunto chiari impegni a fare tutto il necessario per impedire un rallentamento effettivo dell’economia”, assicura il gestore, che elenca tre ragioni per investire in small-cap Usa nel lungo periodo.

La prima sono i rendimenti storicamente superiori. Pur essendo più volatili, le small-cap Usa hanno storicamente sovraperformato rispetto alle large-cap. Ciò ha senso, secondo Organt, dato che molte di queste aziende si trovano nelle fasi iniziali del loro sviluppo e possono sperimentare una rapida espansione, ma sono ancora abbastanza piccole da offrire una crescita significativa.

Poi la diversificazione. Storicamente, i rendimenti delle small-cap Usa sono meno correlati con altri segmenti importanti dei portafogli degli investitori europei, rispetto a quelli delle large-cap. Per questo, l’esposizione a questa asset class può migliorare i rendimenti risk-adjusted di un portafoglio bilanciato.

Terzo, la reazione di valore tramite selezione dei titoli. All’interno dell’asset class vi è una maggiore dispersione che offre ai gestori attivi migliori opportunità di creare valore. “Identificare titoli non prezzati correttamente, come quelli di aziende che godono di vantaggi unici, o che sono sottovalutate rispetto ai loro asset, solitamente fornisce guadagni maggiori in questa asset class. Allo stesso tempo, le small-cap sono meno coperte dagli analisti tradizionali di Wall Street. Se un team di investimento ha le risorse per incontrare per conto proprio queste aziende e per valutarne le prospettive di successo, può avere accesso a opportunità straordinarie: infatti, molte small-cap sono sottovalutate o addirittura sconosciute alla maggior parte degli investitori”, assicura.

Insomma, per Organt nonostante i rischi e la volatilità più elevata, un’esposizione costante alle small-cap all’interno di un portafoglio ben bilanciato può generare valore nel lungo periodo. Il mercato Usa è uno spazio molto favorevole alla crescita delle small-cap. Le dimensioni dell’economia domestica forniscono a queste aziende ampio terreno per espandersi. Gli Usa offrono un contesto particolarmente favorevole per il business, dove lo spirito imprenditoriale è valorizzato e le storie di successo delle small-cap vengono messe in risalto. 

“Gli ultimi dati della National Federation of Independent Business (NFIB), un’importante associazione di aziende a piccola e media capitalizzazione, mostrano che il livello di ottimismo dei proprietari di questi business rimane vicino ai massimi storici. Inoltre, giugno è stato il 19° mese di crescita consecutiva dell’occupazione all’interno delle small-cap, in base ai dati NFIB. Continueremo a monitorare questi e altri indicatori per intercettare eventuali segni di debolezza nell’asset class”, conclude il gestore.