INVESTIMENTI, Mercati

Reddito fisso, il portafoglio per vaccinarsi

Secondo Gam, l’impatto del coronavirus potrebbe essere invertito nel II trimestre. Tips, Messico e valute scandinave tra le migliori opportunità 

Sebbene sia troppo presto per valutare l’impatto durevole del coronavirus sulle supply chain e sulle attività a livello globale, secondo Adrian Owens, investment director obbligazioni e valute di Gam Investments, lo sconvolgimento causato dall’epidemia sarà con tutta probabilità temporaneo. “Gran parte dell’influenza sulla crescita nel primo trimestre sarà probabilmente invertita nel secondo e, per ora, i policymaker guarderanno alla volatilità della stessa”, afferma, precisando che in termini di politica in senso più ampio, nota una crescente consapevolezza del fatto che una politica monetaria sempre più accomodante non sia esente da problematiche e si aspetta ulteriori richieste di una politica fiscale più espansiva. “Siccome la maggior parte degli effetti distorsivi associati all’allentamento quantitativo è ora in larga misura prezzata dal mercato, e con maggiore enfasi sulla politica fiscale, ci aspettiamo che i fondamentali diventino più importanti driver di mercato”, evidenzia. Owens prosegue sottolineando come l’attenzione ai temi macro del valore relativo e dei discrezionali gli ha storicamente permesso di resistere a periodi di volatilità del reddito fisso. “In linea con il nostro approccio basato sul valore relativo, solitamente ciò è stato possibile con un’esposizione di durata netta minima. In questo contesto, abbiamo individuato diverse opportunità di valore relativo a cui stiamo attualmente dando risalto”, spiega.

In primo luogo, l’esperto ritiene che le aspettative di inflazione negli Stati Uniti (come prezzato dall’inflazione di pareggio a 10 anni) siano eccessivamente smorzate, dato l’impatto di una politica di easing, di mercati del lavoro rigidi e di salari che mantengono un trend ascendente. “Il tasso di inflazione di pareggio a 10 anni si aggira attualmente intorno all’1,8%, mentre osserviamo che il livello di inflazione Usa impiegato per il calcolo dell’inflazione di pareggio rimane al di sopra del 2%. In questo contesto, riteniamo che i Tips, rispetto ai tradizionali titoli di debito Usa, rappresentino un’opportunità interessante ai livelli attuali”, assicura. 

Al contrario, le aspettative di inflazione attualmente valutate negli swap sull’inflazione dell’indice dei prezzi al dettaglio del Regno Unito risultano eccessive, a detta di Owens: si tratta di un tasso medio di inflazione dell’indice dei prezzi al dettaglio (rpi) dei prossimi cinque anni pari a circa il 3,5%, che sembra piuttosto elevato, dato che i più recenti indicatori di inflazione suggeriscono un numero di poco superiore al 2,0% e i recenti dati relativi all’attività ‘soft’ suggeriscono che probabilmente rimarrà contenuta nel breve termine. “Più in generale, ci chiediamo se le valutazioni del reddito fisso britannico nel suo complesso non siano eccessivamente generose. Negli ultimi anni ha registrato un forte afflusso di capitali in un contesto di incertezza legato a Brexit. Ma riteniamo che potrebbe fare fatica a tenere man mano che iniziamo a fare maggiore chiarezza sul finale della saga, a vedere un allentamento fiscale e un rimbalzo dell’attività economica. Di conseguenza, vediamo migliori opportunità nei tassi di interesse dell’area dell’euro e del Canada rispetto al Regno Unito”, osserva.

Owens continua poi a prediligere il Messico: “La banca centrale ha già ritoccato i tassi d’interesse, ma prevediamo un allentamento più aggressivo man mano che l’inflazione continua a scendere. In un simile scenario, ci aspettiamo che i tassi messicani continuino ad andare bene. Contestualmente, il peso dovrebbe ancora beneficiare del sostegno di un forte differenziale dei tassi real”i.

Infine, osserva che le valute sia di Svezia che di Norvegia rimangono a buon mercato. “La corona svedese si è indebolita a seguito della decisione della Riksbank di avventurarsi in territorio di tassi negativi. Ora che la Svezia ha posto fine a questo esperimento, ci aspettiamo che la corona recuperi parte delle perdite. La crescita relativa, l’inflazione relativa, i tassi ufficiali relativi, i flussi e gli aspetti tecnici vanno tutti, a nostro avviso, a sostegno della corona. Riteniamo inoltre che la corona norvegese possa avere margine per un significativo apprezzamento in quanto è economica rispetto alla maggior parte dei principali driver”, conclude