INVESTIMENTI, Mercati

Per l’argento un futuro brillante

Secondo WisdomTree, potrebbe crescere più dell’oro toccando quota 26,50 dollari l’oncia entro fine anno

Durante l’anno scorso, il rapporto oro/argento, un parametro di misura su quanto l’argento sia a buon mercato rispetto all’oro, è stato alto: il prezzo dell’argento cioè è stato molto basso. Anche se nelle ultime settimane quel rapporto è sceso, secondo Nitesh Shah, director research di WisdomTree, potrebbe comunque salire considerevolmente, passando da 17,10 usd l’oncia a circa 26,50 entro la fine dell’anno, prima di scendere a 21,40 usd entro la fine del primo trimestre del 2021, secondo le previsioni dell’esperto che scontano gli ostacoli dovuti al calo della domanda industriale. L’interruzione dell’offerta potrebbe tuttavia comportare un rischio di rialzo rispetto a queste previsioni.

“La performance quest’anno è stata a dir poco deludente fino a metà maggio circa. L’argento si è infatti comportato più come un metallo industriale che come un metallo prezioso -chiarisce Shah . L’oro ha riportato un rally di oltre il 13% quest’anno e l’argento è sceso del 4%. Di conseguenza, il rapporto oro/argento è salito a livelli mai visti prima. O l’argento è molto economico o c’è stato un cambiamento secolare nella relazione dell’argento con l’oro. Di recente, tuttavia, l’argento ha iniziato a recuperare rispetto al metallo prezioso. Riteniamo che la correlazione riprenderà”.

Per l’esperto vi sono alcune variabili indipendenti dall’andamento dell’oro che possono essere dei fattori trainanti nel determinare l’andamento dei prezzi. La prima è la crescita dell’attività manifatturiera: a differenza dell’oro, oltre il 50% dell’uso dell’argento riguarda infatti le applicazioni industriali. La seconda riguarda l’aumento delle scorte, che indica una maggiore disponibilità del metallo, ed è negativa per i prezzi. La terza è l’aumento delle spese in conto capitale del settore minerario: infatti più le imprese del settore minerario investono, più offerta si avrà potenzialmente in futuro. Shah ipotizza dunque un ritardo di 18 mesi su questa variabile.

“In termini di crescita, riteniamo che l’argento potrebbe superare l’oro – afferma l’esperto -. Nonostante la debolezza della domanda industriale e l’aumento delle scorte lo penalizzino, l’argento potrebbe salire a 26,50 usd l’oncia entro la fine di quest’anno, vale a dire un valore prossimo ad un rally del 55% rispetto ai 17,10 usd del 19 maggio scorso. Non è sufficiente che il rapporto oro/argento ritorni ai livelli normali. In effetti, potrebbe essere ancora vicino a una standard deviation superiore alla media. Se la nostra previsione per l’oro nel 4° trimestre del 2020, a  2100 usd l’oncia, dovesse rivelarsi corretta e il rapporto oro/argento dovesse ritornare alla normalità, il prezzo dell’argento supererebbe i 30,00 usd l’oncia. Non pensiamo che il rapporto possa tornare alla normalità l’anno prossimo, data la fiacchezza della domanda industriale. Entro la fine del 1° trimestre del 2021, l’argento potrebbe scendere a 21,40 usd l’oncia, mentre l’oro continuerà a salire a 2200 usd l’oncia, rialzando così il rapporto oro/argento a 102”.

Secondo Shah l’offerta, in calo da quattro anni, potrebbe espandersi. Tra i driver principali, la diminuzione della capacità estrattiva di diverse società leader del settore, il calo della produzione presso le miniere di rame e l’interruzione dell’attività da parte d’importanti miniere d’argento. “Nel nostro modello, le spese in conto capitale nelle miniere hanno iniziato a salire 18 mesi fa. Per adesso, vista la rilevanza dell’aumento delle capex, l’offerta potrebbe in parte penalizzare alcuni dei possibili guadagni dell’argento  precisa -. Tuttavia, valutando la situazione a livello micro-economico, è possibile che l’offerta estrattiva diminuisca quest’anno. A causa del Covid-19, l’attività estrattiva è stata temporaneamente sospesa nei principali Paesi produttori d’argento, tra cui il Messico, il Perù, la Bolivia e la Provincia del Quebec in Canada. Pertanto, anche se nel nostro modello indichiamo l’aumento dell’offerta come potenziale ostacolo, esiste comunque un rischio di rialzo per i prezzi nel caso in cui si verifichino delle interruzioni correlate al Covid-19”. 

L’esperto sottolinea come non si abbiano dati a sufficienza per osservare le scorte globali di argento: per commentare quindi quest’altro indicatore dell’offerta, bisogna osservare le scorte presenti sulle borse dei future. Queste ultime sono infatti salite costantemente negli ultimi anni. Sebbene tale movimento sia difficilmente compensabile con il calo dell’offerta estrattiva degli ultimi anni, aiuta comunque a spiegare i prezzi relativamente bassi dell’argento.

Da notare, a detta dell’esperto, il fatto che è necessario distinguere tra scorte autorizzate e scorte registrate. Le prime indicano che il metallo soddisfa i requisiti di borsa ma non è stato dato come collaterale di una transazione sul mercato dei future; le seconde indicano che il metallo, oltre a soddisfare i suddetti requisiti, è stato dato come collaterale per le transazioni sul mercato dei future. “Le scorte autorizzate possono facilmente essere convertite in scorte registrate ed è per questa ragione che prendiamo in considerazione il dato complessivo – puntualizza -. Tuttavia, la maggior parte dei guadagni si è verificata nella forma autorizzata anziché in quella registrata. Ciò potrebbe semplicemente riflettere la scelta di conservare le scorte soprattutto nei magazzini Comex, piuttosto che in altre strutture. In ogni caso, la principale fonte di scorte visibili ha avuto l’effetto di smorzare i prezzi sull’argento. Ci aspettiamo che questo movimento continui a rappresentare un ostacolo per i prezzi”.

Insomma, anche se l’argento sta incontrando degli ostacoli dovuti al calo della domanda industriale e al possibile aumento dell’offerta, la sua correlazione con l’oro dovrebbe essere di grande sostegno. “Per quanto la correlazione dell’argento con l’oro sia stata mediocre negli ultimi mesi, il legame sembra mostrare una ripresa nelle ultime settimane. L’offerta estrattiva potrebbe, in effetti, rimanere ridotta a causa delle restrizioni imposte dal Covid-19. Dunque, il rischio per il prezzo dell’argento potrebbe essere al rialzo”, conclude Shah.