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Per i fondi immobiliari un 2018 record

Nomisma: lo scorso anno i fondi immobiliari sono saliti a 541, con un incremento di 60 unità, concentrate soprattutto all’interno delle maggiori Sgr

In Italia tra il 2017 e il 2018 il numero di fondi immobiliari è aumentato di 60 unità, di cui 33 iniziative riservate a investitori istituzionali e 27 riservati ma con leva su base sostanziale (cioè quelli in precedenza classificati come fondi speculativi). Allo stesso tempo, però, il numero di strumenti destinati alla clientela retail è continuato a diminuire da 21 a 17. Tirando le somme, la variazione netta del numero di fondi è stata pari a 56 veicoli, per una dimensione dell’industria che, al termine dello scorso anno, ha raggiunto 541 iniziative. Sono alcuni dei dati chiave inclusi nel nuovo Rapporto sui fondi immobiliari che Nomisma presenterà, il 4 e 5 giugno 2019, nel corso della nona edizione del Re Italy a Milano.

Il lento declino dei fondi retail – è l’analisi del centro studi bolognese – che si concluderà con ogni probabilità entro il 2022, a meno di eventuali ulteriori proroghe o periodi di grazia, porta con sé una concentrazione del comparto ormai pressoché integrale a favore dei fondi di tipo riservato. Al posto dei fondi destinati alla clientela retail e in alternativa alle Società di gestione del risparmio (Sgr), che nel frattempo si sono ridotte a 34 unità nel corso dell’anno, sono infatti nate 11 società di investimento a capitale fisso (Sicaf) con un capitale sociale e riserve pari a circa 1,2 miliardi di euro.

Rispetto ai fondi immobiliari, continua Nomisma, la nascita di nuove iniziative sembra essersi concentrata soprattutto all’interno delle maggiori Sgr, poiché la quota delle prime 5 società è aumentata dal 46,3% al 46,8% tra il 2017 e il 2018, così come quella relativa alle prime 10 società (dal 67,7% al 68,7%). In particolare, il totale degli attivi gestiti dall’industria dei fondi immobiliari, nel corso del 2018, è aumentato di circa il 10% (raggiungendo un totale di 77,8 miliardi di euro) mentre le prime tre Sgr hanno fatto registrare, nel medesimo periodo, un incremento pari al 19,9% degli attivi (attestandosi a 26 miliardi di euro). L’aumento più rilevante, secondo lo studio, ha riguardato Generali Immobiliare Italia Sgr, passata dai 5,5 miliardi di euro di asset under management del 2017 ai poco più di 9 miliardi di euro del 2018. Dea Capital Real Estate Sgr si conferma la prima società per asset gestiti, con circa 9,5 miliardi di euro di Aum. La trasformazione in atto nel settore, sottolinea il report, risulta ormai consolidata se si osserva l’andamento del patrimonio gestito dai fondi suddiviso tra clientela retail e riservata: al termine del 2018, infatti, la quota di patrimonio netto degli strumenti al dettaglio è ulteriormente scesa al 4% e tenderà progressivamente ad annullarsi con l’avanzare dei processi di liquidazione delle ultime iniziative rimaste sul mercato. I fondi retail nella prima parte del 2018 hanno fatto registrare una redditività media negativa nell’ordine del 3%. Per quanto riguarda i fondi riservati, invece, la redditività risulta in media positiva e pari all’1,3%.