INVESTIMENTI, Mercati

Mercati: occhi puntati su Trump, Draghi e May

Secondo Pramerica Sgr nelle prossime settimane si susseguiranno vari eventi che potrebbero impattare sull’andamento dei mercati. Ecco quali

Dopo un aprile caratterizzato per la prosecuzione del movimento rialzista dei mercati azionari, ora per il team investimenti di Pramerica Sgr è il momento di tenere d’occhio Donald Trump, Mario Draghi e Theresa May. Il perché è presto spiegato. “Il recupero di aprile – scrivono gli esperti – è avvenuto all’interno di un quadro macro complessivo che continua a supportare le dinamiche dei mercati: negli Usa i dati del primo trimestre sono apparsi migliori delle aspettative, mentre in Europa e in Cina si sono registrati dei segnali di stabilizzazione. Inoltre, le trimestrali statunitensi sono state nella maggior parte dei casi superiori alle attese, con le aziende che si confermano in grado di mantenere una buona generazione di utili anche in un contesto di leggero rallentamento economico. Altro elemento di positività all’interno del contesto attuale è rappresentato dalle politiche monetarie, con la Fed che continua a consegnare messaggi estremamente accomodanti e che decide un leggero taglio dei tassi sulle riserve in dollari presso la Banca Centrale  (misura questa che dovrebbe attenuare un po’ la tensione sul mercato interbancario a breve)”.

Ma nelle prossime settimane si susseguiranno vari eventi che potrebbero impattare sull’andamento dei mercati. In particolare tre per gli esperti: i rischi di dazi sul comparto auto europeo: entro la metà di maggio Trump, infatti, dovrà prendere una decisione; la Brexit: in assenza di un accordo, il Regno Unito parteciperà alle elezioni europee; il meeting Bce, evento dai risvolti potenziali più significativi. “Draghi dovrà dare più informazioni sul nuovo Tltro – spiega il report -, soprattutto, in merito alle modalità di accesso, alle quantità concesse e ai tassi applicati. Oltre a queste informazioni è molto probabile che il governatore delinei delle azioni per ridurre i costi che attualmente le banche sopportano per detenere la liquidità presso la Banca Centrale. Una decisione in questo senso avrebbe impatti positivi, in primis, sugli utili delle banche e di conseguenza sui listini azionari. La portata di questa decisione potrebbe estendersi di riflesso anche all’euro e ai rendimenti”.

“Inoltre – proseguono gli esperti -, un miglioramento delle prospettive per il secondo semestre potrebbe venire anche da un’evoluzione dei principali indicatori anticipatori europei verso una maggiore positività. L’ultimo report del Fondo Monetario Internazionale, però, ha fornito una leggera revisione al ribasso delle stime di crescita per il 2019 e ha contribuito a mitigare parzialmente questo diffuso ottimismo che, sui mercati, si era tradotto anche in alcune fasi di euforia. Nelle prossime settimane sarà fondamentale analizzare in modo approfondito il quadro macro per capire se la sua evoluzione appare coerente con uno scenario di rallentamento graduale o addirittura di riaccelerazione della crescita”.

Per quanto concerne la strategia di investimento, il team investimenti di Pramerica Sgr assicura che “la scelta più significativa è stata quella di mantenere il sovrappeso sui mercati azionari e di non averlo ridotto nelle prime fasi di rialzo; nel corso del primo trimestre, infatti, le posizioni sono state tenute in assetto di sovrappeso per poi essere ridotte solo nel corso del mese di aprile, quando abbiamo ritenuto che i movimenti di recupero dell’asset class azionaria fossero ormai coerenti con l’attuale scenario di rallentamento. Questa maggiore cautela non si traduce direttamente nella convinzione della possibilità a breve di una correzione sui mercati azionari, ma deriva dalla convinzione che gli elementi positivi che hanno sostenuto i listini fino a questo momento abbiano perso un po’ di valenza. Il nostro scenario centrale resta quello di un rallentamento graduale e, per il momento, non riteniamo probabile uno scenario di accelerazione dell’economia a livello globale”.

“Fintanto che non saremo in grado di formulare nuove ipotesi circa le mutate prospettive – conclude l’analisi -, sia sul fronte economico sia su quello monetario, e conseguentemente formulare nuovi target, metodo e disciplina spingono a scelte gestionali in linea con il quadro complessivo e con l’impostazione sin qui seguita. Pertanto, oltre alla riduzione dell’asset class azionaria, manteniamo l’esposizione ai corporate poiché gli spread non hanno ancora completamente metabolizzato questa dinamica di rallentamento. Confermiamo anche il corto di duration sul core europeo, in quanto il decennale tedesco esprime ancora rendimenti non coerenti con lo scenario attuale, e il sottopeso nei confronti del dollaro”.