INVESTIMENTI, Mercati

Investment grade, l’incertezza genera opportunità

Per Jupiter Am, selezionando è possibile catturare i forti rendimenti generati da spread interessanti. Ma bisogna evitare candidati al downgrade e default

Nel mare in tempesta il credito investment grade può essere un’ottima imbarcazione cui affidarsi. In questo momento, infatti, il sentiment del mercato si trova tra due pressioni contrapposte: da una parte le misure di alleggerimento senza precedenti e dall’altra il deterioramento dei fondamentali. E così, durante le fasi di risk-on, i mercati si concentreranno sulla vasta portata del sostegno fornito dai governi e dalle banche centrali, pronti a ignorare la debolezza nel breve periodo dei profitti aziendali e dei dati economici. Viceversa, durante le fasi di risk-off, vedremo i prezzi degli asset diminuire drasticamente man mano che gli investitori rivolgono la propria attenzione al virus e alle conseguenti condizioni di blocco che stanno devastando l’economia globale.

“È probabile che la dinamica ‘RoRo’ (risk-on/risk-off) – spiega Harry Richards, gestore del team fixed income di Jupiter Am -, continui per un certo periodo di tempo, e il credito di tipo ‘investment grade’ è ben posizionato per navigare attraverso questo tipo di turbolenze”.

In primo luogo, il gestore apprezza il rapporto rischio-rendimento che questa parte del mercato presenta: “Gli spread sono interessanti, il che fornisce il potenziale per forti rendimenti con l’evolversi del processo di ripresa, ma il rischio di default è molto più basso rispetto ai mercati high yield, dove la fase di insolvenza della crisi sta già iniziando a prendere piede. Allo stesso modo, se un emittente investment grade (con rating BBB e superiore) si trova in difficoltà in questo contesto, ha ancora accesso ai mercati del credito e può assicurarsi ulteriori finanziamenti per superare la tempesta. Secondo noi, lo stesso non si può dire per alcune parti del mercato dell’high yield. Mentre la maggior parte delle società chiuderà il 2020 con fondamentali peggiori rispetto a inizio anno, l’attenzione per il futuro si concentrerà sulla gestione della crisi e sulla protezione dei loro profili di credito”.

 In definitiva, per Richards questo significa uno spostamento verso un comportamento più amichevole nei confronti dei creditori che si sta già iniziando a notare attraverso una diffusa riduzione dei dividendi e la cancellazione dei programmi di buyback azionari.

“In secondo luogo – chiarisce -, il duplice sostegno sia dei governi che delle banche centrali è sostanziale. L’ampio allentamento dei governi si concentra sul sostegno alle grandi imprese sistemiche che si trovano nel mercato investment grade. È fondamentale che i policymaker riescano in questo impegno per evitare che i dati sulla disoccupazione cadano in una spirale più negativa, colpendo i consumi e trascinando il processo di ripresa ancora più avanti. Le banche centrali stanno anche acquistando grandi quantità di obbligazioni societarie investment grade, il che dovrebbe contribuire a sostenere in qualche modo questa parte del mercato se il sentiment si deteriorasse e si scivolasse ancora una volta in una fase di risk-off”.

Infine, la caccia al rendimento globale rimane implacabile in un momento in cui i rendimenti da dividendi sono in forte calo. Gli asset allocator, secondo Richards, vedranno probabilmente delle qualità interessanti nel credito investment grade, che continua a offrire un reddito prevedibile in questi tempi di incertezza. “In breve – conclude -, si tratterà di un mercato di selezione del credito, con significative opportunità di aggiungere alfa catturando i forti rendimenti che possono essere generati da livelli di spread interessanti, evitando candidati al downgrade e default”.