INVESTIMENTI, Mercati

India, i mercati festeggiano con Modi

In India l’esito delle urne è una buona notizia sia per il mercato azionario sia per quello obbligazionario. Ecco perché secondo gli esperti di Aberdeen Standard Investments

Una conferma del programma di riforme strutturali del Primo Ministro Modi fornirebbe un impulso all’economia e alle imprese indiane. Probabilmente sarebbe anche una buona notizia per il mercato azionario. Parola di Kristy Fong, asian equities investment director di Aberdeen Standard Investments, che commenta così i risultati (non ancora ufficiali) delle elezioni indiane, in cui ha trionfato il primo ministro uscente Narendra Modi.

“Possiamo aspettarci che il governo continui a investire in alloggi a prezzi accessibili e nelle infrastrutture di trasporto, un elemento positivo per il settore delle costruzioni, per quello immobiliare e potenzialmente anche per i consumi nelle aree rurali – spiega -. Tutto ciò potrebbe innescare un nuovo ciclo di spesa in conto capitale e sarebbe un ammortizzatore rispetto a elementi avversi esterni, compreso un deterioramento del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina e l’eventuale aumento del prezzo del petrolio”.

“La continuità politica non fa che rafforzare le nostre opinioni positive sull’India – sottolinea Fong -, le cui prospettive di crescita sono sostenute da una popolazione giovane e da una classe media in espansione. Vediamo un’enorme opportunità di investimento in aziende che hanno la capacità di determinare i prezzi dei beni venduti ai consumatori indiani. L’india, inoltre, ha un mix diversificato tra campioni nazionali ben gestiti e presenza di multinazionali, il tutto sostenuto da una cultura imprenditoriale e rivolta all’innovazione. Le tradizionali forti competenze tecnologiche e ingegneristiche rispondono bene alla tendenza verso la digitalizzazione che vediamo a livello globale”.

Quanto al mercato obbligazionario, secondo Leong Lin-Jing, investment manager, fixed income, Asia di Aberdeen Standard Investments, se il conteggio dei voti confermerà la tendenza attuale, il mandato più forte conferito al partito Bharatiya Janata (Bjp) accelererebbe certamente il ritmo con cui il primo ministro Narendra Modi può attuare le sue riforme strutturali. “Da un punto di vista puramente obbligazionario del mercato – chiarisce -, ciò gli consentirebbe di mantenere la propria posizione di consolidamento fiscale. E questo significa garanzia di un atteggiamento prudente nei confronti della spesa sociale, ulteriori privatizzazioni del settore pubblico e proseguimento degli sforzi per semplificare e rafforzare la tassazione su beni e servizi”.

“Potenzialmente – aggiunge l’esperto -, un’ampia maggioranza del Bjp potrebbe addirittura vedere nuovi sforzi per introdurre la legge sull’acquisto di terreni, che rafforzerebbe i diritti di proprietà, e persino riformare le arcaiche leggi sul lavoro che frenano la produttività nel settore manifatturiero. Il successo dell’implementazione delle norme su insolvenza e fallimento, oltre alle azioni correttive per contenere i crediti in sofferenza nel settore bancario pubblico, consentirebbe agli istituti finanziari di sostenere il prossimo ciclo di crescita del credito. Se Modi riuscirà ad attuare il resto delle proprie misure di riforma durante il suo secondo mandato, il potenziale di crescita dell’India aumenterà certamente”.