INVESTIMENTI, Mercati

Il mercato del credito offre ancora valore

Secondo Lgim, gli investitori devono valutare con attenzione gli interventi delle banche centrali e le prospettive dell’economia

Mentre i rischi sono aumentati, il mercato del credito continua ad offrire valore in questo momento su orizzonti sia di 1-3 mesi sia di 12 mesi. A sostenerlo è Colin Reedie, co-head of global fixed income di Legal & General Investment Management, che nella sua analisi si focalizza sugli interventi sul mercato da parte delle banche centrali e sulle prospettive di più lungo termine dell’economia.

“Le principali economie stanno pianificando e procedendo a un graduale percorso di riapertura e ripartenza e per farlo prendono in considerazione fattori sociali ed economici. Come investitori orientati al reddito fisso, seguiamo da vicino gli sviluppi e abbiamo delineato potenziali scenari futuri mentre osserviamo il tentativo di tornare alla normalità in tutto il mondo”, spiega l’esperto secondo cui la domanda chiave da porsi è: in quale misura l’attività economica in alcuni settori non riuscirà a riprendersi?

Per Reedie sarà probabilmente molto difficile valutare l’entità delle cicatrici economiche, sia a livello nazionale sia globale, fino alla fine di quest’anno o anche nel 2021. E le agenzie di rating possono rinviare il downgrading di molte società fino a quando non vi sarà una maggiore chiarezza al riguardo. “Nel frattempo – chiarisce -, i mercati hanno risposto bene al sostegno monetario e fiscale. Da una prospettiva storica, le valutazioni del credito sono ora a livelli coerenti in effetti con una modesta recessione, visto che la contrazione economica nel secondo trimestre del 2020 sembra avvicinarsi a quella della Grande Depressione negli anni ’20″.

Guardando al mercato dei corporate bond, il rally del credito da metà marzo è rallentato con il calo degli spread e l’accelerazione delle emissioni. E Reedie fa notare che le aziende rimangono concentrate sulla liquidità e sul tentativo di colmare i cospicui buchi dei flussi di cassa nei loro bilanci. “Le emissioni investment grade quest’anno ha raggiunto circa i 750 miliardi di dollari ad oggi, pari al 187% del corrispettivo del 2019 – sottolinea -. Questo aspetto è stato guidato principalmente dal credito in dollari Usa, sebbene anche i mercati investment grade sia in euro sia in sterline abbiano visto incrementi dell’offerta. Rispetto alle medie su un periodo di quattro anni, il ritmo delle emissioni è altrettanto sorprendente: 547 miliardi di dollari sono stati emessi a marzo e aprile, secondo JPMorgan, rispetto a una media di 202 miliardi di dollari per quei due mesi tra il 2016 e il 2019”.

Fondamentali, dunque, le mosse delle banche centrali. Gli annunci dei programmi di acquisto di obbligazioni societarie hanno contribuito molto ad allentare le tensioni sul mercato nel breve periodo, ma a detta di Reedie c’è il timore che gli interventi possano non soddisfare le aspettative a breve termine. “Osserviamo che una critica al programma di acquisto di obbligazioni societarie della Fed è quella relativa alla dimensione del mercato del credito investment grade statunitense, che è troppo piccola, in particolare se confrontata con la dimensione del programma parallelo della Bce e quella del mercato investment grade in euro – osserva -. Ciò potrebbe essere interpretato come un segno che il programma americano è progettato più per consentire alla Fed di diventare un prestatore di ultima istanza per le grandi aziende che per controllare gli spread creditizi sul mercato”.

Per gli investitori resta fondamentale ponderare i rischi. “I nostri credit teams sono nel complesso fiduciosi nella capacità delle banche centrali statunitensi ed europea di adattarsi quando necessario. Tuttavia, il rischio geopolitico sembra essere aumentato nell’ultimo mese – avverte l’esperto -: il rischio sovrano europeo infatti è tornato un argomento di discussione, insieme alla possibilità che l’accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti possa vacillare di fronte alla retorica aggressiva dell’amministrazione statunitense”.

Ma mentre i rischi sono aumentati, Reedie resta comunque convinto che il mercato del credito offra valore in questo momento su orizzonti sia di 1-3 mesi sia di 12 mesi, anche se non dobbiamo attenderci qui un percorso lineare. “Dato che il ritorno alle normali attività deve essere graduale, anche i cambiamenti di più lungo termine delle dinamiche di mercato possono richiedere più tempo per essere individuati – conclude -. Sebbene la volatilità a breve termine abbia preoccupato molti investitori negli ultimi mesi, restiamo concentrati sul tentativo di anticipare i potenziali cambiamenti nei comportamenti causati dal Covid-19 e il loro impatto sulle tendenze a lungo termine”.