INVESTIMENTI, Mercati

Il 2020 in dieci risposte

Dalla recessione alla Brexit, passando per titoli value e petrolio: Dwek di Natixis IM Solutions risponde alle 10 domande che tutti gli investitori si stanno ponendo

Gli Usa non solo non entreranno in recessione ma potrebbero sorprendere in positivo, mentre l’addio del Regno Unito all’Ue sarà più lungo di quanto si possa immaginare. E poi le turbolenze geopolitiche, la corsa dell’azionario, l’inflazione: Esty Dwek, head of global market strategy di Natixis IM Solutions, risponde ai 10 interrogativi fondamentali sul 2020.

1. Ci sarà una recessione negli Stati Uniti o a livello globale? “No. Crediamo il 2020 dovrebbe mostrare una continua ripresa dell’attività economica, anche se moderata. Prevediamo che la crescita si mantenga intorno ai livelli di trend per le principali economie, ma riteniamo che gli Stati Uniti potrebbero regalare una sorpresa in positivo”. 

2. La tregua Usa-Cina sul fronte commerciale reggerà? “Sì. Ci aspettiamo che la recente tregua prosegua poiché entrambe le parti hanno forti incentivi a evitare un’ulteriore escalation. Riteniamo tuttavia che altre ‘fasi’ o un accordo commerciale onnicomprensivo siano poco probabili, con le trattative che probabilmente si fermeranno”.

3. Il Regno Unito gestirà un accordo commerciale con l’Unione Europea entro la fine di dicembre? “No. Boris Johnson ha fatto una campagna per ‘concludere Brexit’ e non ha prorogato ulteriormente oltre dicembre 2020 il periodo di transizione. Tuttavia, riteniamo improbabile che un accordo commerciale completo sia raggiunto nel giro di pochi mesi. Ci aspettiamo una proroga, ma riconosciamo la possibilità di proseguire con la normativa del Wto per continuare i negoziati dall’esterno”.

4. Le principali Banche centrali rimarranno in attesa? “Sì. riteniamo che la Federal Reserve non avrà bisogno di ulteriori tagli, visto il miglioramento del contesto globale, e che l’inflazione non aumenterà tanto da giustificare una revisione al rialzo. Ci aspettiamo che anche la Banca centrale europea rimanga in attesa, facendo pressione sui responsabili politici in materia di sostegno fiscale. Crediamo che la Banca del Giappone continuerà con un indirizzo accomodante, ma sarà limitata nelle proprie azioni. La Banca d’Inghilterra potrebbe dover tagliare per sostenere un’economia fragile”.

5. L’inflazione core aumenterà molto negli Stati Uniti? “No. È probabile che l’inflazione aumenti, soprattutto con effetti di base sul petrolio, ma riteniamo che l’inflazione core rimarrà contenuta, suggerendo che ci sarà poca pressione sulla Fed per aumentare i tassi”.

6. Politica e geopolitica saranno ancora driver di mercato nel 2020? “Sì. È probabile che le questioni legate al commercio continuino a occupare le prime pagine dei giornali, e non solo relativamente a Stati Uniti e Cina, ma anche per quanto riguarda l’Europa. Con le presidenziali imminenti e vari punti interrogativi per quanto riguarda la politica in Germania, Italia e Francia, anche la politica interna potrebbe diventare un tema molto importante. Inoltre, con una forward guidance relativamente chiara da parte delle Banche centrali, è probabile assumano un ruolo di secondo piano”.

7. Vedremo di nuovo mercati azionari positivi? “Sì. Riteniamo che il miglioramento del contesto globale e la riduzione dell’incertezza che ruota intorno al commercio e Brexit continueranno a fungere da sostegno per la propensione al rischio, e quindi per i mercati azionari. Dovrebbe persistere una maggiore volatilità, come dimostrano le tensioni tra Stati Uniti e Iran”.

8. I rendimenti aumenteranno sensibilmente? “No. Riteniamo che una crescita migliore e un altrettanto miglior sentiment degli investitori implichi un aumento dei rendimenti, ma i timori di crescita non scompariranno e, con l’inflazione contenuta, i rendimenti rimarranno probabilmente contenuti”.

9. I titoli value registreranno performance notevoli nel 2020? “No. È probabile che il recente rialzo prosegua nel breve termine, tema che dovrebbe vedere gli asset europei continuare a fare bene, ma ci aspettiamo che la domanda di titoli di qualità continuerà, sostenendo i titoli growth e il mercato statunitense nel medio termine”.

10. Il prezzo del petrolio aumenterà? “No. Mentre le tensioni in Medio Oriente probabilmente continueranno, suggerendo un premio al rischio più elevato per i prezzi del petrolio, l’offerta rimane ampia grazie allo shale oil Usa, all’Arabia Saudita e alla Russia, portando a immaginare che non vi sarà un aumento dei prezzi. È improbabile che la crescita registri un picco, aspetto che dovrebbe anche fungere da limite ai prezzi”.