INVESTIMENTI, Mercati

Giappone, occasioni di qualità. Come riconoscerle

Lifestyle, assistenza sanitaria e It sono i settori più ricchi di opportunità per gli investitori. L’analisi di Comgest

In Giappone il ritorno di un folto numero di investitori istituzionali locali all’equity, sempre selezionata secondo criteri di qualità, quali il rendimento del capitale e l’engagement degli azionisti, e la maggiore efficienza del mercato, che riflette una buona performance fondamentale a livello delle singole società, sono indice della crescente preferenza del mercato per la qualità. Ne è convinto Richard Kaye, Japan portfolio manager di Comgest, che sottolinea come il contesto geopolitico rimane incerto, con l’aggravarsi delle tensioni commerciali nell’ambito delle quali persino il Messico è oggetto di minaccia. “Dunque, a nostro avviso, è meglio focalizzarsi su specifiche aziende che, pur non immuni da eventi di portata più ampia, hanno la possibilità di crescere grazie a fattori endogeni come l’acquisizione di quote di mercato”, mette in guardia.

Un’atra precisazione dell’esperto è che non bisogna dimenticare come l’asset class, unica tra i mercati sviluppati, sia stata abbandonata dalla base di investitori istituzionali del Paese, visto che la liquidazione delle partecipazioni incrociate è stata effettuata dalle banche, alla luce del deconsolidamento dei conglomerati e del fatto che i fondi pensione hanno sviluppato una netta preferenza per il reddito fisso. “Ora, con un’ondata di pensionati che chiedono un rendimento reale, i fondi pensione sono stati costretti ad aumentare il profilo di rischio, e proprio a questo punto il Giappone ha iniziato a macinare crescita degli utili ed engagement da parte degli azionisti”, spiega.

Secondo Kaye, quelle dei player di export nel settore del lifestyle legati al “Cool Japan”, dei provider di assistenza sanitaria e dei responsabili del consolidamento nella razionalizzazione delle industrie nazionali rimangono aree ricche di opportunità per gli investitori che puntano sulla crescita di qualità in Giappone, e non sono ancora tutte così note.

“In seguito a un incontro con Kobayashi, ceo di Kose, per un aggiornamento, la previsione di crescita delle vendite in Corea del +20-30% appare molto prudente, riflettendo l’impatto del rischio politico sul consumo turistico – prosegue l’esperto -. Dopo essersi focalizzato sulla regione asiatica, il marchio Decorte ora stabilirà ulteriormente la sua presenza in Nord America e in Europa. In settembre ha avviato la vendita su Tmall. Tarte è sbarcato in Europa; al momento, è presente in 50 negozi in Francia. L’obiettivo saranno 250 dei 340 punti vendita Sephora al di là delle Alpi. Da marzo è uno dei brand più venduti dalla catena. Invece, Sugar Rush si rivolge ai clienti più giovani grazie a una fascia di prezzo più contenuta. La partenza è stata davvero ottima. La crescita interna del Giappone esclusa la componente inbound è pari a circa il 3% contro il 6% tra il 2016-2017. L’alta gamma sta andando bene, ma l’erosione dei prezzi è evidente nei segmenti più standardizzati”.

“La piattaforma di servizi medici M3 ha confermato la continua crescita nella propria gamma di prodotti – aggiunge -. La crescita dei ricavi in Asia si aggira intorno al 40-50% e la crescita dei consulenti in Evidence Solution (supporto ai trial farmaceutici sul campo) si attesta ancora al 7%. Lo slancio del progetto risutla forte e l’azienda sta cercando di massimizzare la propria rete di medici e ospedali creando servizi per la gestione di cartelle cliniche elettroniche, che possano essere utilizzati anche nello sviluppo farmaceutico”.

Secondo Kaye, nell’affollato settore IT, il provider di software per le aziende Obic si è distinto per la plurima espansione, “che riflette l’apparente accelerazione della crescita dal momento che i clienti stanno riorganizzando il flusso di lavoro e inasprendo l’impostazione dei propri contratti. Recruit beneficia non solo della tenuta e della fluidità del mercato del lavoro giapponese, ma anche di una piattaforma globale per la gestione delle risorse umane”.

“Kobayashi può contare su una comprovata capacità innovativa nei prodotti farmaceutici da banco. Un recente incontro ha confermato la solidità della sperimentazione farmacologica dell’azienda. Hoya è il principale produttore di fotocellule per la litografia a semiconduttori di nuova generazione e il secondo operatore globale nel settore delle lenti per l’occhialeria, beneficiando della crescita naturale di tale mercato e di una considerevole quota di mercato strappata a Essilor”, continua l’analisi. 

Il punto per Kaye è che attualmente il Giappone vanta uno dei contesti politici più stabili dei mercati sviluppati, con l’Europa che mette in discussione il suo stesso futuro e l’America che si avvia verso un’altra stagione elettorale per la presidenza. Che l’intero menù di riforme oramai comunemente note sotto il nome di Abenomics possa essere portato interamente a compimento o no, almeno gli azionisti esposti a equity giapponese sono consapevoli di avere una leadership politica che è dalla loro parte. Anche se i nomi in cabina di regia dovessero mutare, la direzione sembra impostata poiché c’è un ampio consenso sull’attuale linea d’azione.

 “La peculiare struttura del mercato nipponico offre particolari opportunità. In primo luogo, la ricerca scarseggia. Secondo, l’investitore locale ha scaricato l’asset class per diversi anni, ma sta iniziando a tornare su questo mercato. Da ultimo, l’assenza di risorse e la confusione sul piano politico hanno costretto le aziende decise a sopravvivere ad adattare modelli di business unici. Il che fa molto gioco in quanto l’investitore locale, ora di ritorno, è attento ai rendimenti a lungo termine, e predilige in qualche misura tali criteri di investimento”, conclude.