INVESTIMENTI, Mercati

Effetto coronavirus sugli utili 2020: -10%

Secondo Pictet Am, c’è la possibilità di un altro anno a crescita zero dei profitti aziendali. Ecco come mettere al sicuro il portafoglio

Il 24 febbraio febbraio scorso, con l’evidenza della trasmissione dell’epidemia di coronavirus a Giappone, Corea e Italia, e in particolare con le misure prese da Roma per circoscrivere i contagi, i mercati hanno avuto un brusco risveglio dopo un inizio d’anno decisamente positivo. Quel giorno, infatti, si è intravista per la prima volta la possibilità che il protocollo europeo di fronte alla diffusione del virus potesse replicare il modello Wuhan, con le conseguenti ricadute economiche. 

“Gli economisti non hanno ancora aggiornato le stime sulla base delle ultime informazioni e il quadro di lavoro precedente a questo cambio di passo della diffusione di Covid-19 prevedeva un rallentamento della crescita cinese per il 2020 di 0,4% e di quella globale di circa 0,15%-0,20% – evidenziano gli esperti del team multi asset di Milano di Pictet Asset Management -.  Ora   il timore è che il protocollo Wuhan applicato all’Europa (più difficile negli Usa) comporti ulteriori revisioni al ribasso della crescita, con un rallentamento globale di 0,5% circa, accompagnato da un’ulteriore discesa dell’inflazione. È quindi verosimile che nei prossimi trimestri, oltre al rallentamento globale, si possano verificare recessioni tecniche locali (Giappone, Italia)”. 

In questo scenario, avvertono gli esperti guidati da  Andrea Delitala sono possibili revisioni al ribasso dei profitti del 5-10%, che aprirebbero alla possibilità di un altro anno a crescita zero degli utili aziendali (dopo il dato marginalmente negativo del 2019). “Le contromisure di politica economica vedranno in campo la politica monetaria (in buona parte già scontata) e la politica fiscale, che in Europa avrà la forma di maggiore tolleranza dei vincoli di bilancio, mentre negli Usa sarà condizionata dal dibattito elettorale”, sostengono.

In sintesi, per il team multi asset di Milano di Pictet Am i mercati hanno velocemente rielaborato lo scenario più probabile degradandolo da un andamento a V (calo ma rapido recupero) della crescita a un percorso a forma di U dove intensità e durata del rallentamento sono al momento incerti perché si tratta di scommettere su estensione e successo delle misure di contenimento del Coronavirus. “Una revisione al ribasso degli utili del 10% è coerente con una ripresa lenta, mentre uno scenario recessivo comporterebbe revisioni anche superiori al 20% – affermano -. In questo quadro un aumento del premio per il rischio è la norma: tra calo dei multipli di circa un punto e mezzo (data la correzione dell’S&P dell’8%) e quello dei rendimenti decennali di circa altri 30pb, l’Erp (Equity Risk Premia) Usa è aumentato di 70pb: vista l’incertezza, difficilmente una discesa dell’Erp potrà assorbire la discesa degli utili”.

Non mancano gli espetti rassicuranti, tra cui il fatto che l’impatto negativo è temporaneo anche se di durata incerta, che certamente verranno messe in atto misure espansive di politica economica, che il posizionamento del mercato non era eccessivamente esposto all’azionario (semmai al credito). “In sintesi, lo scenario neutrale è ipotizzare che il mercato possa prezzare una forte correzione (10-15%, di cui metà strada già compiuta), ma non un bear market”, assicurano. 

Come mettere quindi al sicuro il portafoglio? “Stiamo gestendo tatticamente l’esposizione azionaria intervenendo sulle protezioni per prendere gradualmente profitto, a partire da volatilità azionaria (ridotta di 1/3 rispetto all’esposizione massima) e put su Eurostoxx (dimezzandola), sulle quali eravamo ampiamente in utile”, spiegano, chiarendo che sul fronte degli acquisti, gli interventi dovrebbero favorire in questa prima fase l’area euro.

“Paradossalmente l’azionario italiano potrebbe essere il primo a reagire positivamente dopo una settimana fortemente negativa (anche in termini relativi) – aggiungono -. I mercati emergenti hanno vissuto una settimana nella quale, pur soffrendo marginalmente, non sono stati più nell’occhio del ciclone; poiché la posizione rappresenta un’allocazione significativa del rischio di portafoglio (peso azionario EM 5% e allocazione su debito EM 8%), non siamo ulteriormente intervenuti. In un contesto di elevata volatilità intraday, con frequenti escursioni giornaliere superiori ai 3 punti percentuali, sarà importante mantenere un approccio flessibile, intervenendo con acquisti nelle fasi di debolezza, nella convinzione che lo scenario di breve termine resti complesso”.