INVESTIMENTI, Mercati

Corporate bond, opportunità per i gestori attivi

Krief (Edmond de Rothschild Am): “Riteniamo valide le strategie di credito di nicchia con una componente di spread relativamente elevata”

Da un po’ di tempo a questa parte, la ricerca di rendimento ha riacceso l’interesse nei confronti delle strategie di nicchia dei corporate bond. Secondo Alain Krief, head of fixed income di Edmond de Rothschild Asset Management, si tratta di strategie che possono essere meglio posizionate per cogliere opportunità di rendimenti più elevati, dal momento che possono evitare forti cali durante i picchi di volatilità, affidandosi a una gestione attiva e prudente. “Allo stesso tempo, il segmento beneficia ancora di bassi tassi di default – afferma l’esperto -. Riteniamo che l’esposizione strategica a questi segmenti del mercato del credito sia vitale nell’attuale contesto. E l’approccio potrebbe essere integrato da un’esposizione tattica diretta durante le fasi di mercato che è probabile si dispiegheranno nel corso del 2020”.

Secondo Krief, il contesto è infatti favorevole ai corporate bond. “Nonostante le incertezze sul fronte economico e politico, non immaginiamo nel prossimo futuro una fase recessiva né fattori tali da portare ad un’inversione del ciclo attuale – assicura -. Le azioni delle banche centrali sono già state assimilate dai mercati a giudicare dall’andamento positivo dell’anno in corso e nonostante prospettive di crescita ancora in calo. A nostro avviso, questi solidi rendimenti derivano interamente da una radicale inversione di tendenza delle banche centrali che si è manifestata tra il quarto trimestre 2018 e il più recente Fomc del 30 ottobre. Il rallentamento era già riscontrabile nella primavera del 2018, ma la guerra commerciale ha chiaramente amplificato i danni agli investimenti societari zavorrando l’andamento del settore manifatturiero”.

I dati economici hanno da allora confermato un rallentamento della crescita, a detta dell’esperto, che ne elenca alcuni. I Pmi preliminari dell’Eurozona hanno mostrato il perdurare del rallentamento tedesco secondo i dati risalenti a fine ottobre, anche se la Francia ha superato le attese. Il Pmi composito per l’intera Eurozona è passato da 50,1 a settembre a 50,2 in ottobre. Negli Stati Uniti, gli ordini di beni durevoli sono stati di nuovo fiacchi, ma i dati preliminari del Pmi composito di ottobre hanno registrato una leggera ripresa, passando da 51 a 51,2. “Eppure – chiarisce -, i fattori geopolitici potrebbero innescare la ripresa della crescita su scala globale dal 2020. Riteniamo che un accordo commerciale Usa-Cina, la riduzione del rischio di una no-deal Brexit e l’indebolimento del dollaro potrebbero dare ai mercati nuovo slancio o, almeno, limitare i timori di recessione”.

Tuttavia, ammette Krief, la fiducia nel mercato del debito HY è stata sostenuta dalle assicurazioni delle banche centrali, nonché da solidi fondamentali aziendali negli Stati Uniti e in Europa. “L’asset class è meno sensibile alle fluttuazioni di rendimento proprie delle obbligazioni sovrane e offre rendimenti molto più interessanti – spiega -. I mercati del credito dell’Eurozona sono cresciuti grazie alle misure molto accomodanti della Bce, come la riduzione dei tassi, la ripresa del quantitative easing, l’introduzione del tiering e un Tltro più ricco. Il tiering e il Tltro aiutano le banche, ma i tassi più bassi e la ripresa del Qe nell’Eurozona sono funzionali al finanziamento delle imprese”.

Su quale strategia dovremmo quindi concentrarci in questo contesto di bassi tassi di interesse? L’esperto non ha dubbi: “Nel contesto attuale, riteniamo valide le strategie di credito di nicchia con una componente di spread relativamente elevata. Si tratta di strategie che consentono agli investitori di adeguare tatticamente i portafogli per cogliere le opportunità sul mercato. Non abbiamo un obiettivo di performance per il 2020 nel complesso, ma preferiamo un approccio d’investimento orientato a trarre vantaggio dai cambiamenti di mercato”.

“Opportunità di investimento come il debito HY, soprattutto attraverso fondi a scadenza o target maturity – prosegue -, il debito subordinato sui finanziari o gli ibridi corporate, offrono soluzioni indispensabili per gli investitori che desiderano diversificare la propria esposizione. È vero che si tratta di segmenti di nicchia che possono mostrare volatilità nel breve termine, ma il carry sullo spread aiuta a limitare i rischi complessivi. Inoltre, i fondi target maturity con rendimenti noti su una data scadenza danno agli investitori una visibilità interessante. Una buona scelta strategica e tattica passa attraverso l’esposizione a questi segmenti in quanto offrono una soluzione di investimento ad alta convinzione, attiva e flessibile”.