INVESTIMENTI, Mercati

Bce meno ‘dovish’ del previsto: cosa cambia per i bond Ue

“A fronte di bassi rendimenti, c’è la possibilità che i titoli di Stato dei principali Paesi Ue sottoperformino altri mercati. Ma la Bce è pronta ad agire e ha ampio margine per farlo”. La view di Fidelity International

Nell’ultima riunione, la Bce si è rivelata leggermente più dura rispetto a quanto i mercati si aspettassero. “Non si è sicuramente trattato di una sorpresa: sarebbe stato difficile il contrario alla luce delle aspettative molto basse sulla crescita europea e un insieme di preoccupazioni legate agli effetti della guerra commerciale tra Usa e Cina”, chiarisce Andrea Iannelli, investment director per l’obbligazionario di Fidelity International.

“Sicuramente – spiega -, un continuo stimolo dalla Cina e una politica monetaria globale più semplice, guidata dalla Federal Reserve, potrebbe di fatto stabilizzare la domanda esterna dell’Europa e, unito a un modesto stimolo fiscale interno, permetterebbe all’Eurozona di risollevarsi verso la fine dell’anno. Il Presidente Mario Draghi ha dichiarato che ‘non ci sono rischi di deflazione’ e che ‘vediamo scarsi rischi di recessione'”.

Tuttavia, Draghi ha mantenuto aperte tutte le opzioni, soprattutto nel caso di un ulteriore deterioramento dell’outlook. “In particolare, ha sottolineato che il Consiglio Direttivo non esclude la possibilità di espandere ancora il bilancio annuale qualora le circostanze lo richiedessero”, evidenzia Iannelli.

La Bce ha poi esteso la sua ‘guidance per il futuro’ sui tassi d’interesse. Al momento vede i livelli dei tassi ‘a quelli attuali, almeno fino alla prima metà del 2020’, contrariamente a quanto deciso in precedenza, ovvero fino alla fine del 2019. “Tuttavia, sebbene il periodo di tassi bassi sia stato ulteriormente prolungato, alcuni operatori di mercato sono rimasti sorpresi dal fatto che la Bce non abbia previsto un ulteriore taglio nel corso dei prossimi trimestri. Le aspettative sulla crescita e l’inflazione della Banca Centrale di quest’anno sono state riviste leggermente al rialzo”, prosegue l’esperto.

Infine, la Banca Centrale Europea ha comunicato i primi dettagli sulla nuova serie di aste di finanziamento per le banche a tassi agevolati, le cosiddette Tltro III, più o meno in linea con le aspettative. Gli istituti di credito avranno la possibilità di usufruire di prestiti a lungo termine da parte della Bce a tassi di interesse tra -0.3% e +0.1% (con l’aggiunta di 10 punti base rispetto alla Tltro II). “Il tasso di interesse effettivo dipenderà ancora da quanto le banche concederanno prestiti netti, incentivandole ad aumentare il credito. Questi tassi saranno ‘variabili’, e diminuiranno o aumenteranno sulla base dei tassi di interesse chiave della Bce”.

“A fronte di bassi rendimenti, c’è la possibilità che i Titoli di Stato dei principali paesi dell’Eurozona sottoperformino altri mercati, in particolare nei confronti dei Treasury americani – conclude Iannelli -. Tuttavia, con l’inflazione ancora debole e i rischi legati alle tensioni commerciali, la Banca Centrale Europea è pronta ad agire sul mercato obbligazionario europeo e ha ampio margine per farlo. Pertanto, il nostro caso base rimane ‘tassi più bassi a lungo'”.