INVESTIMENTI, Mercati

Africa, riecco le nuvole

Renander (Hedge Invest Sgr): “A maggio abbiamo venduto tutti i bond ghanesi in portafoglio: il rimanente debito in valuta locale è concentrato tra Nigeria, Sud Africa, Kenya e una piccola parte in Egitto”

All’inizio dell’anno si era presentata una buona opportunità tattica per comprare debito e azioni africani, in quanto i mercati erano ipervenduti, le valutazioni erano attraenti e il sentiment era depresso. Tutto sembrava pronto per un rimbalzo, che si è poi effettivamente verificato.

Ora tuttavia, a seguito della forte ripresa di quest’anno, le valutazioni non sono più così attraenti e i titoli non sono più ipervenduti, mentre i fondamentali sono andati peggiorando. Parola di Erik Renander, gestore del fondo Hi Emim Africa di Hedge Invest Sgr.

“Siamo convinti che il mercato sia troppo ottimistico in merito a un possibile turnaround nella seconda metà del 2019 – spiega -: al momento questo scenario sembra poco probabile. Vi sono invece buone possibilità che i prezzi delle azioni di molte società diminuiscano. Questo è particolarmente vero nel caso del Sudafrica, dove l’economia sta attraversando un periodo estremamente difficile, con il Pil che è sceso del 3,2% nel primo trimestre. I risultati del retail sudafricano sono stati estremamente deludenti”.

Renander aggiunge di aver anche riconsiderato la visione rialzista che da lungo tempo aveva nei confronti delle società minerarie ed energetiche. “Il calo dei prezzi delle commodity alla fine del 2018 è stato sorprendente, mentre la ripresa del 2019 è stata debole, considerando l’interruzione dei rialzi dei tassi da parte della Fed, lo stimolo cinese e la scarsità dell’offerta. In particolare, ci saremmo aspettati una maggiore forza del prezzo del rame. In aggiunta, il continuo aumento delle scorte di petrolio, nonostante i tagli dell’Opec, è un segnale preoccupante della debolezza della domanda, simile a ciò che si osserva sul mercato del rame. Tenendo conto dei prezzi delle materie prime, le stime degli utili futuri per molte società minerarie ed energetiche risultano troppo elevate: è la prima volta si verifica questa situazione dal 2016”, afferma.

“A fronte di questa situazione complessiva, nel corso degli ultimi due mesi abbiamo quindi riposizionato il fondo Hi Emim Africa, Hedge Invest Sgr, passando da posizioni lunghe su azionario e bond in valuta locale a grandi quantità di cash, con una riduzione dell’esposizione obbligazionaria e una piccola posizione netta negativa in azioni. Più nel dettaglio – conclude Renander -, a maggio abbiamo venduto tutti i bond ghanesi in portafoglio: il rimanente debito in valuta locale è concentrato tra Nigeria, Sudafrica, Kenya e una piccola parte in Egitto. Le nuove posizioni corte che abbiamo aggiunto riguardano i settori immobiliare, chimico, dell’esplorazione petrolifera e dell’estrazione mineraria”.