INVESTIMENTI

Africa, bene l’Egitto. Cautela sui Paesi del Sud

È stato un anno molto duro per i mercati azionari emergenti, compreso il continente africano. La liquidità è diminuita in maniera sostanziale e l’asset class ha sofferto molti deflussi.

Guardandoci alle spalle, dal punto di vista storico, la regione negli ultimi anni ha vissuto molte crisi che hanno ostacolato le performance del mercato azionario. Tra questi ostacoli: l’instabilità politica in vari Paesi, la diffusione del virus Ebola, il terrorismo e, più di recente, il crollo del prezzo del petrolio e delle materie prime.
Il fondo JB Africa Focus ha attualmente in portafoglio 40 nomi all’interno di 10 Paesi. Analizzando il posizionamento del portafoglio, sovrappesiamo sull’Egitto e sottopesiamo il Sud Africa, Paesi che rappresentano le nostre maggiori allocazioni per aree geografiche. Dell’Egitto apprezziamo la storia strutturale, soprattutto in relazione agli altri Paesi della regione. Stiamo vedendo una ripresa economica, la rimozione dei sussidi, l’introduzione di riforme e tasse così come una maggiore spesa per le infrastrutture. 
La top holding del fondo è la banca egiziana Commercial International Bank, che ha una sostanziale esposizione ai prestiti retail e rappresenta un business molto ben gestito. La banca è accreditata per l’anno in corso di una crescita del 20% negli EPS (utile per azione), in linea con la guidance offerta lo scorso anno dal management. Il titolo è molto attraente con un RoE del 25%. La crescita del mercato dei prestiti in Egitto è abbastanza forte: la banca prevede una crescita del 25% nel 2015 e del 35% per il 2016 e per questo il management ha una visione abbastanza bullish sul ciclo economico del Paese.
In Egitto siamo positivi anche sul settore immobiliare e delle infrastrutture, in cui abbiamo assistito ad un chiarissimo recupero nella crescita degli utili. Siamo esposti al tema delle infrastrutture tramite la nostra posizione su Elsewedy, provider di infrastrutture energetiche. Elsewedy ricava circa l’80% del fatturato dall’Egitto, il 15% dalla regione del Consiglio di Cooperazione del Golfo, soprattutto dal Qatar, e il 5% attualmente dal resto del continente.
Al contrario, abbiamo una posizione di sottopeso sul Sud Africa rispetto all’indice, avviata a novembre 2013. Nel Paese preferiamo le società che hanno un flusso di entrate diversificato dal punto di vista geografico, tra cui MTN Group, compagnia di telefonia mobile, e Nasper, società del settore media. Entrambe sono tra i titoli cui siamo più esposti. In portafoglio abbiamo anche la banca top-tier sud africana FirstRand, che riesce a conseguire un significativo incremento degli utili tra l’8% e il 12% nel contesto di crescita bassa proprio del Sud Africa degli ultimi anni. Ed è degno di nota che non abbiamo alcuna esposizione alle commodity in Sud africa.
Nelle altre aree, il livello di liquidità sul mercato è diminuito in maniera considerevole in Kenya e Nigeria nello scorso anno. Rimaniamo in sottopeso sulla Nigeria, laddove il sentiment d’investimento non è molto cambiato da inizio estate. In portafoglio abbiamo Zenith Bank, che è una banca top-tier altamente liquida con un’esposizione ridotta al settore petrolifero. La nostra sottoesposizione al Paese deriva dal fatto che non c’è ancora un governo in carica in seguito alle elezioni presidenziali dello scorso marzo. Preferiremmo avere maggiore certezza sul governo prima di aumentare la nostra esposizione in Nigeria.
In Kenya, ci siamo spostati da una posizione di sovrappeso ad una di neutralità lo scorso marzo/aprile. A livello settoriale, siamo esposti alle banche che sono molto ben gestite e che, come nel caso della Nigeria, hanno un buon Return on Equity e alti dividend yield. Ci piace anche il settore delle telecomunicazioni, nello specifico Safaricom, che ha rappresentato una delle preferenze degli investitori per qualche tempo. La società mostra eccezionali tassi di crescita ed è stato il titolo che ha reso meglio nella performance da inizio anno. Tuttavia, i titoli keniani stanno trattando a livelli di multipli relativamente alti se confrontati con il resto della regione, elemento che ci ha suggerito di ridurre l’esposizione nel 2015.

Commento a cura di Tommaso Bonanata, gestore del JB Africa Focus fund