ECONOMIA, Highlight

Petrolio, Goldman Sachs non vede fiammate. Per ora

“Ci attendiamo rialzi a 70-75 dollari al barile, con possibili ritorni nella fascia dei 60 dollari”

Nessuna fiammata dei prezzi per ora. Sono improntate alla cautela le previsioni sul petrolio di Goldman Sachs, che definisce improbabile un superamento della soglia dei 60-70 dollari al barile delle quotazioni del greggio. Tuttavia, avvertono gli esperti della banca americana, alcune situazioni di incertezza come gli scontri in Libia, le sanzioni Usa al Venezuela, la riunione di fine giugno dei Paesi Opec e non Opec, che dovrà riesaminare il patto di riduzione della produzione, potrebbero condizionare l’offerta e di conseguenza determinare l’andamento dei prezzi. Ma il 2019 – è la previsone – non sarà come lo scorso anno.

“Abbiamo registrato un quarto trimestre particolarmente negativo, quindi a questo punto c’è da capire quanto abbiamo recuperato finora”, ha detto Jeff Currie, numero uno sulle materie prime di Goldman Sachs, nel corso di un’intervista a margine della 27esima Conferenza mediorientale su petrolio e gas che si svolta a Dubai. “In un’ottica più di largo respiro, non riteniamo che torneremo ancora a quei livelli, sopra gli 80 dollari, anche se registreremo ancora qualche rialzo”.

“Ci attendiamo rialzi a 70-75 dollari al barile”, ha aggiunto, con possibili ritorni nella fascia dei 60 dollari a causa di tre fattori: la crescita degli oleodotti negli Stati Uniti, la possibile fine dei tagli alla produzione da parte dell’Opec e l’offerta crescente dai Paesi non facenti parte del cartello. Si tratta di elementi “che manterranno i prezzi nella parte bassa del range“.

Intanto, stando all’Energy Watch diffuso in seguito dalla banca americana, gli analisti hanno rivisto al rialzo il target del Brent per il secondo trimestre dell’anno a 72,50 dollari al barile, rispetto ai 65 precedentemente attesi, citando la fiducia nel miglioramento dell’economia globale e le minacce che incombono sull’offerta. Dopo l’estate, affermano gli analisti, le quotazioni del petrolio dovrebbero iniziare però a scendere, in seguito all’aumento della produzione da parte dell’Opec.