FINANZA PERSONALE, Highlight

Milionari sempre più attratti dagli investimenti Esg

Aumentano gli HNWI nel 2019, ma nel 2020 si assottiglia il loro patrimonio. Nord America meglio di Asia-Pacifico. Boom degli investimenti Esg. Sale l’insofferenza per le fee dei gestori

Milionari un po’ meno ricchi nel 2020 a causa della pandemia, ma sempre più attratti dagli investimenti sostenibili. Lo rivela il nuovo “World Wealth Report 2020” di Capgemini da cui emerge che nel 2019 la popolazione di High Net Worth Individual, cioè le persone con un patrimonio superiore al milione di dollari, e la relativa ricchezza sono aumentati di quasi il 9% a livello globale, nonostante il rallentamento dell’economia mondiale, la guerra dei dazi e le tensioni geopolitiche.

Tale incremento, si spiega nel report, è dovuto a un aumento della ricchezza in Nord America e in Europa rispettivamente dell’11% e del 9% (in Italia l’incremento è stato dell’8%), percentuali che per la prima volta dal 2012 hanno superato quelle dell’area Asia-Pacifico (8%). Tuttavia il boom dell’anno precedente è stato offuscato da uno scenario incerto, visto che le attese del Fondo Monetario Internazionale sull’economia globale stimano un calo del 4,9% nel 2020.

Gli effetti del Covid-19

Secondo i report del World Federation of Exchanges, la pandemia ha eliminato più di 18.000 miliardi di dollari  dai mercati globali tra febbraio e marzo 2020, prima della leggera ripresa registrata ad aprile. L’analisi di Capgemini prevede un calo della ricchezza globale tra il 6% e l’8% alla fine di aprile 2020, rispetto a dicembre 2019.

Gli investimenti sostenibili e i servizi a valore aggiunto stanno guadagnando terreno

Anche le priorità di investimento sono mutate: dopo la pandemia, gli investimenti soostenibili (IS) stanno assumendo un ruolo di primo piano. In particolare nel segmento degli ultra-HNWI stanno vivendo un’eccezionale momentum: il 27% dei milionari ha espresso interesse per i prodotti IS, mentre il 40% degli ultra ricchi si è detto disposto a investire in sostenibilità.

I paperoni prevedono di destinare il 41% del loro portafoglio ai prodotti IS entro la fine del 2020 e il 46% entro la fine del 2021.E le società di wealth management hanno preso atto di questa tendenza e sono pronte a soddisfare tale domanda, tanto che attualmente l’80% di loro offre già opzioni per gli investimenti sostenibili.

Le ragioni principali che spingono l’interesse dei super ricchi verso gli investimenti sostenibili sono i rendimenti più elevati e i rischi più bassi: il 39% si aspetta di ottenere rendimenti più elevati da questi prodotti, mentre il 33% li considera una tipologia di investimenti solidi e, al contempo, meno speculativi. È interessante notare che già il 26% afferma di voler offrire il proprio contributo positivo alla società.

L’iper-personalizzazione è necessaria per soddisfare le aspettative in continua evoluzione

Le azioni sono diventate l’asset class più significativa all’inizio del 2020 e hanno rappresentato il 30% dei portafogli finanziari degli HNWI a livello mondiale, soprattutto grazie alla solidità dei mercati azionari e agli stimoli finanziari che sono riusciti a ristabilire la fiducia.

Ma i paperoni stanno diventando sempre più critici per quanto riguarda le commissioni dei gestori patrimoniali, con il 33% che afferma di non essere contento dei tassi del 2019, percentuale che dovrebbe aumentare a causa della volatilità dei mercati. Secondo il report, più di un HNWI su cinque potrebbe cambiare il proprio wealth manager di riferimento l’anno prossimo, citando le commissioni elevate come principale causa nel 42% dei casi.

I milionari hanno anche evidenziato una preferenza per le commissioni basate sulla performance e sui servizi rispetto a quelle basate sugli asset, fattore che si traduce in una maggiore aspettativa sul valore offerto per via delle fee applicate. Prima dello sviluppo della pandemia di Covid-19 (gennaio-febbraio 2020), gli investitori hanno dichiarato di essere meno soddisfatti dei touchpoint del client journey relativi a servizi e informazioni personalizzate della loro azienda, e più del 60% degli HNWI ha affermato di aver riportato esperienze insoddisfacenti.

BigTech come cavallo di troia

Una customer experience deludente presso i touchpoint per l’accesso alle informazioni e ai servizi a valore aggiunto si traduce in una mancata opportunità di stupire il cliente. Più del 40% degli intervistati da Capgemini ha affermato che un’esperienza positiva presso i touchpoint ha un forte impatto sull’impressione generale di una società di wealth management, percentuale che è probabilmente destinata ad aumentare in scia alla pandemia. Se da un lato appena il 26% dei gestori patrimoniali ritiene che la concorrenza delle BigTech abbia il potenziale di portare a cambiamenti dirompenti, dall’altro gli HNWI sono fermamente convinti che le BigTech siano in grado di riportare performance superiori rispetto ai wealth manager tradizionali in termini di accesso alle informazioni e servizi a valore aggiunto. Il 74% dichiara di essere disposto a prendere in considerazione le offerte di gestione patrimoniale delle BigTech, percentuale che sale al 94% per i milionari (22%) che affermano di poter cambiare la società di gestione di riferimento patrimoniale nei prossimi 12 mesi.