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Il coronavirus porterà volatilità. Come difendersi

Gam (Italia) Sgr suggerisce un’allocazione di portafoglio che, oltre a prevedere azioni e credito, ne mitighi il posizionamento con alcuni asset rifugio

Le notizie sul coronavirus si susseguono ormai da giorni e i possibili risvolti su economia e marcati potrebbero essere seri. Secondo Massimo De Palma, responsabile team multi asset Italia di Gam (Italia) Sgr, la recente epidemia virale partita dalla Cina potrebbe avere conseguenze più serie sull’economia nel breve periodo, andando ad impattare sui consumi proprio a cavallo del capodanno cinese anche se le autorità, diversamente dal passato, si sono immediatamente attivate per contenere la diffusione del coronavirus.

“Il coronavirus sembra avere un livello di pericolosità molto inferiore rispetto ad eventi simili osservati in passato, ma anche una capacità superiore di trasmissione che rende il fenomeno difficilmente controllabile entro i confini non solo di Wuhan, ma anche cinesi”, osserva l’esperto, secondo cui questo aspetto da un punto di vista economico non è affatto secondario, perché in queste ore sta costringendo le autorità a misure talora estreme, fra cui la sostanziale messa in quarantena di una regione di 60 milioni di abitanti, la sospensione dei viaggi organizzati all’estero, il blocco agli spostamenti interni e la forte limitazione ai collegamenti con Hong Kong.

“E’ evidente che tali decisioni avranno un impatto su una delle principali economie globali e sul suo commercio con l’estero, già fiaccato in precedenza dalle complicate trattative commerciali – afferma De Palma -. Anche in passato le conseguenze di precedenti epidemie sono state rilevanti: ricordiamo a questo proposito la Sars, il cui ‘costo’ in termini di Pil è stato stimato nell’1,1% proprio in Cina e in alcuni decimi di punto in Occidente”.

Secondo l’esperto, la volatilità dei mercati di questi giorni è quindi di conseguenza comprensibile, soprattutto in presenza di notizie ancora frammentarie sulla natura e diffusione del coronavirus. “Se guardiamo al passato tuttavia, rileviamo che tale volatilità ha avuto vita piuttosto breve – sostiene -. Le variazioni dello S&P500 a 6 e 12 mesi sono state in quasi tutti i casi positive. Il che sostanzialmente ci dice che, su un orizzonte di medio termine, i mercati si muovono sulla base di altre dinamiche”.

 “Come ricordato in più di un’occasione, riteniamo che le valutazioni di mercato inducano ad un’allocazione di portafoglio che, oltre a prevedere azioni e credito, ne mitighi il posizionamento con alcuni asset rifugio. Ciò è tanto più vero in forza di questo nuovo elemento che, sebbene probabilmente non minacci le prospettive economiche in maniera duratura, nel breve continuerà a favorire un regime di volatilità maggiore rispetto a quanto osservato negli ultimi mesi”, conclude De Palma.