FINANZA PERSONALE, Highlight

I ricchi vedono rosa e hanno voglia di investire

Secondo l’Ubs Investor Sentiment, il 51% degli investitori HNW è ottimista e desideroso di opportunità

I ricchi hanno voglia di investire. Lo rivela l’Ubs Investor Sentiment, pubblicato da Ubs Global Wealth Management, che approfondisce la visione di investitori High Net Worth e imprenditori sull’andamento economico, sui propri piani di investimento e su altri temi di interesse finanziario. Stando alla ricerca svolta su un campione di 3.600 investitori privati provenienti da 17 Paesi (Italia compresa), questo tipo di investitori mostra un generale ottimismo (51% nel 1 trimestre 2019 vs 49% nel 4 trimestre 2018) riguardo l’economia e i mercati per l’anno in corso ed è alla ricerca di opportunità per investire sfruttando la ripresa dei mercati nel 2019.

Rispetto al campione, gli HNWI che detengono un’attività imprenditoriale rivelano una visione maggiormente positiva sul futuro (62% nel 1 trimestre 2019 rispetto al 57% nel 4 trimestre 2018). I livelli di ottimismo e le tendenze, tuttavia, variano in base alla geografia. In Asia l’allentamento dei timori di guerre commerciali e le misure adottate dalle autorità per stimolare la crescita in Cina hanno determinato un passaggio da un grado di ottimismo del 50% nel 4Q18 al 59% del 1Q19. Al contrario, gli Stati Uniti hanno visto una caduta dal 46% al 37% e l’Europa dal 52% al 49%, nella misura in cui i mercati sviluppati hanno prezzato i rischi economici in modo più aggressivo già alla fine del quarto trimestre del 2018. In Europa, l’Italia svetta sulle altre economie facendo registrare un dato pari al 55%. In generale, il livello di fiducia è maggiore quando si guarda all’economia del proprio paese rispetto a quella globale (66% per Asia, 56% per
Us, 51% per Europa, 60% per l’Italia).

La tendenza è analoga anche con riferimento al settore azionario, visto in positivo nel 1Q19 a livello globale dal 49% degli intervistati, contro il 47% di fine 2018. In Asia questa tendenza è stata ancora più marcata (57% vs 51%) mentre, ancora una volta, gli Stati Uniti hanno manifestato una leggera sfiducia (36% vs 41%) e l’Europa ha confermato la propria percezione (47% vs 46%). L’opinione generale è in linea con le indicazioni del chief investment office di Ubs, che prospetta un proseguimento nella crescita globale dell’economia, pur a un ritmo più contenuto, e raccomanda un sovrappeso dell’azionario su un orizzonte di 6-12 mesi.

Ancora una volta, la percezione riguardo la performance azionaria del proprio mercato di riferimento è migliore (60% per l’Asia, 57% per Us, 47% per Europa, 52% per l’Italia). E’ tuttavia importante che questa idea non si traduca in una corrispondente allocazione di portafoglio, laddove una diversificazione per mercati e asset class tipicamente produce migliori ritorni in termini di rischio/rendimento nel lungo termine e rappresenta una protezione dai rischi politici.

Per contro, gli investitori esprimono timori riguardo le problematiche nazionali. In particolare, la preoccupazione maggiore per gli HNWI è rappresentata dai rischi politici relativi al proprio paese (44%). Gli Stati Uniti emergono in questa tendenza (56%), seguiti dall’Europa (40%). Per gli italiani, invece, il debito pubblico resta l’elemento di apprensione numero uno (51%) Gli HNWI asiatici nutrono i propri principali timori riguardo le guerre commerciali a livello globale (46%). Circa il 32% dei portafogli degli HNWI intervistati è in liquidità, ben al di sopra dell’allocazione raccomandata dal cio di Ubs. La percentuale è più bassa negli Stati Uniti (23%), si attesta al 29% per l’Italia, ma risulta anche più elevata altrove (35% in Europa e 36% in Asia).

È incoraggiante, tuttavia, che il 74% degli HNWI veda la volatilità del mercato come un’opportunità, in linea con le opinioni del cio di Ubs. Il 42% di loro prevede di investire più nel 1Q2019, contro una percentuale del 37% nel 4Q18. Gli HNWI hanno dichiarato che una percentuale del 27% del loro portafoglio è allocata in investimenti sostenibili, contro il 22% di soli cinque anni fa.

“L’andamento economico resta positivo e le banche centrali hanno recentemente confermato politiche monetarie accomodanti – commenta Matteo Ramenghi, cio Ubs Global Wealth Management per l’Italia -. Siamo quindi positivi sui mercati, anche se abbiamo ridotto il nostro sovrappeso sull’azionario in considerazione delle buone performance di inizio anno. I livelli di liquidità degli investitori sono ancora molto elevati, soprattutto in considerazione di un contesto ancora positivo. Crediamo che sia preferibile rimanere investiti e proteggere i portafogli da possibili fasi di volatilità tramite un’ampia diversificazione e posizioni anti-cicliche, che possono beneficiare in presenza di mercati difficili, come una opzione put sull’indice S&P 500 e lo yen giapponese. Tra queste abbiamo aggiunto un sottopeso sui Btp a due anni per contenere gli impatti sui portafogli di possibili tensioni politiche derivanti dalle elezioni europee”.