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I consulenti non temono il Covid: il 2021 sarà in crescita

I consulenti prevedono che la propria attività crescerà del 2,5%. Gli investimenti più interessanti? Quelli alternativi. Il sondaggio Natixis Im

Segno più nonostante la crisi e gestione attiva sempre più centrale. Il 2021 non spaventa i professionisti della finanza che si aspettano ancora numeri in crescita, seppure a ritmi ridotti, per i propri asset in gestione. Lo rivela un’indagine condotta da Natixis Investment Managers, da cui emerge anche come la crescente concorrenza per le quote di mercato, l’inversione di tendenza delle aspettative dei clienti e la continua incertezza richiedano una maggiore capacità di servizi alla clientela, di investimento e di sviluppo del business da parte dei professionisti del settore. Natixis ha intervistato 2.700 professionisti finanziari, tra cui gestori patrimoniali, consulenti finanziari e broker/dealer indipendenti, in 16 Paesi in tutto il mondo, e i risultati mostrano un certo livello di ottimismo sul futuro e sul potenziale di crescita organica, pur riconoscendo la forte concorrenza sul mercato.

Gli intervistati si aspettano infatti a livello globale una crescita del 2,5% del proprio patrimonio in gestione nei prossimi 12 mesi, con un incremento annualizzato del 14% nei prossimi tre anni. La stragrande maggioranza ritiene che alla base di tale crescita vi saranno i patrimoni di nuovi clienti (67%) e nuovi patrimoni di clienti attuali (63%). Meno numerosi (47%) quelli che contano sui ritorni di mercato come principale motore di crescita.

Alla domanda su quali fossero gli elementi in cima alle preferenze dei clienti nel corso dell’ultimo anno, quasi un terzo (29%) degli intervistati ha evidenziato il crescente interesse verso gli investimenti legati all’universo Esg all’interno di un portafoglio sostenibile. Alla domanda relativa al ricorso agli alternativi, il 54% degli intervistati li ritiene lo strumento più interessante nell’attuale contesto di mercato e il 68% li impiega come potenziale strumento per generare rendimento. Nell’ambito delle strategie alternative, oltre un terzo (35%) degli intervistati ha raccomandato il ricorso ai real asset con il 34% degli intervistati che vede anche benefici nell’investimento in infrastrutture. 

“I professionisti della finanza stanno rivalutando le ipotesi di investimento e la strategia per mercati e scenari di business potenzialmente più incerti – spiega Antonio Bottillo, country head ed executive managing director per l’Italia di Natixis Investment Managers -. L’arte di investire e costruire un portafoglio ben diversificato comporta la ricerca del giusto equilibrio tra efficienza, creatività e coerenza. La ricerca evidenzia come i clienti stiano riconoscendo il potenziale di investimento proprio delle strategie alternative e l’importanza di quelle legate all’Esg che sono diventate molto più tangibili nell’attuale contesto”.

Data l’accresciuta incertezza del mercato e la continua volatilità, il 79% dei professionisti della finanza ritiene inoltre che il mercato attuale sia favorevole ai portafogli gestiti in maniera attiva. In media, il 69% del patrimonio della clientela è investito in strumenti gestiti attivamente e intende mantenere tale livello di esposizione nei prossimi tre anni. I professionisti del settore ritengono che la gestione attiva aggiunga maggior valore alle asset class meno coperte come i fondi azionari small-cap (69%) e gli emergenti (69%). Circa la metà degli intervistati ritiene che la gestione attiva sia in grado di aggiungere valore ai fondi obbligazionari (36%), agli alternativi (48%) e alle large-cap (41%).

“Nonostante la pandemia, i professionisti della finanza prevedono ancora opportunità di crescita, anche se è improbabile che il percorso verso una crescita profittevole segua lo status quo – sottolinea Dave Goodsell, executive director dell’investor insight di Natixis -. Quello che continuiamo a riscontrare a livello globale è ancora il desiderio di una gestione attiva combinata con un maggiore uso di strategie alternative per aiutare i clienti a navigare nell’attuale incertezza di mercato”.