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Giappone in pole nel mondo post Covid

Innovazione tecnologica, invecchiamento demografico globale, produzione di precisione ed efficienza energetica rendono il Sol Levante pronto per il futuro

Shinzo Abe

Il Covid-19 è ormai sotto controllo in Giappone e in Asia orientale. Probabilmente grazie al fatto che il Paese è culturalmente predisposto al distanziamento sociale, il numero di casi è stato molto basso e il governo ha potuto gestire l’epidemia senza un lockdown estremo con un conseguente impatto di breve durata sulle aziende. Per questi motivi, ma non solo, secondo Christophe Braun, investment director di Capital Group, il Paese è molto ben posizionato per affrontare il mondo post virus e può vantare alcuni fattori che lo rendono un caso interessante.

Primo fra tutti quello tecnologico. “La tecnologia sta accelerando il passaggio a lungo termine da un mondo analogico a uno digitale e nei prossimi dieci anni questo aumenterà ancora di più grazie alla robotica, ai sensori e all’impatto del cloud. I giapponesi sono molto innovativi, sono bravi a prendere qualcosa e a renderlo migliore, quindi è possibile trovare molte aziende innovative in Giappone in cui investire”, osserva Braun.

Molte fabbriche giapponesi, come sottolinea l’esperto, hanno intrapreso un’importante transizione nella loro produzione e hanno iniziato a installare sensori ottici sui propri robot, così ora possono compiere operazioni di assemblaggio e lavorazione più complesse rispetto a semplici movimenti pre-programmati di saldatura e verniciatura. “Si potrebbe pensare che un essere umano sia più agile e più abile, ma questi robot dotati di sensori ottici sono diventati più veloci, migliori e più precisi, e si può far funzionare la fabbrica 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, senza necessità di assenze per malattia o pause caffè. È un modo molto efficiente di produrre”, afferma.

La tecnologia cloud ha anche cambiato ulteriormente la produzione: una fabbrica in un luogo che sta generando una quantità incredibile di dati può condividere e analizzare questi dati per insegnare ad altri robot nelle fabbriche di tutto il mondo, imparando essenzialmente quali sono i migliori movimenti per eseguire un dato compito. “Sfruttando i big data e il machine learning, stiamo assistendo allo sviluppo di fabbriche più intelligenti e di processi di produzione in cui non sarà necessario molto lavoro umano e interazione tra il personale. Una fabbrica in Giappone ha automatizzato tutte le fasi del processo di produzione, quindi di fatto le auto escono dall’altra parte premendo un pulsante”, prosegue Braun.

Un altro motivo per cui il Giappone è ben posizionato per il mondo post-Covid è dovuto all’invecchiamento della popolazione. Nel 1974 la popolazione globale era di 4 miliardi di persone e ci aspettiamo che raggiunga i 10 miliardi entro il 2050. “Tradizionalmente, l’agricoltura e l’industria manifatturiera hanno dato lavoro a un gran numero di persone, ma l’automazione ridurrà le possibilità di occupazione per molti – chiarisce l’esperto -. I mercati emergenti che attualmente beneficiano di una popolazione numerosa potrebbero non essere ben posizionati in futuro se industrie come quella manifatturiera non saranno in grado di assorbire l’occupazione. Questi paesi potrebbero dover affrontare una tassa demografica. Nel caso del Giappone, non avere una popolazione in crescita e in età lavorativa può andare a loro vantaggio”.

Inoltre, i giapponesi sono particolarmente abili nella produzione di precisione grazie alla loro lunga tradizione artigianale. “La capacità dei giapponesi di concentrarsi su un’area per molti anni o addirittura decenni li aiuterà a creare l’infrastruttura del mondo digitale verso cui ci stiamo muovendo – evidenzia ancora Braun -. Se si guarda la parte anteriore di un treno Shinkansen, è realizzato a mano e ha un livello di artigianalità molto alto difficilmente replicabile per le aziende di altri Paesi come la Cina. La tecnologia può essere imitata, ma l’artigianato prezioso è più difficile. È un esempio del tipo di azienda giapponese che ha un vantaggio”.

Infine l’esperto fa notare che il Giappone è un’isola a basse risorse, quindi devono essere molto efficienti e concentrati sulla produttività. “La tecnologia per migliorare l’efficienza energetica sarà importante in un mondo che conta miliardi di persone”, conclude.