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Credem, 50 nuovi ingressi nonostante la pandemia

Il gruppo punta sugli under 30. Obiettivo: altri 100 nuovi iserimenti entro fine anno

Non si ferma il piano di crescita del Gruppo Credem, neppure davanti al coronavirus. Solo nei mesi di marzo e aprile, l’istituto ha infatti totalizzato 140 giornate di colloqui di selezione, 1.400 candidati ascoltati e 50 inserimenti, di cui circa il 60% di under 30. L’attività di selezione proseguirà anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di inserire altre 100 persone entro fine anno. Forte focus sarà posto, oltre che al settore commerciale, all’ambito IT con l’assunzione di 30 persone nei prossimi 12 mesi.

“I nostri processi di selezione non si fermano perché non si ferma la nostra voglia di investire sulle persone, punto fermo della strategia di sviluppo di Credem – ha spiegato Simone Taddei, responsabile gestione e selezione del personale del Gruppo Credem – Siamo da sempre impegnati in una costante attività di creazione di occupazione, sfida che si è rivelata vincente e che vogliamo che prosegua soprattutto in questo periodo e vogliamo farlo puntando sui giovani e sul loro futuro. A livello più generale, gli strumenti di remote working, le adeguate procedure informatiche e i processi aziendali garantiscono un alto livello di efficienza e di servizio nei confronti del cliente, confermando che il gruppo sta percorrendo la strada giusta”.

Per il mese di marzo, come spiega una nota, erano previste a Reggio Emilia numerose giornate dedicate ai colloqui di gruppo. Vista l’impossibilità di incontrare i candidati in presenza, sono state utilizzate delle modalità totalmente virtuali che Credem utilizza da tempo, ossia colloqui via web condotti da psicologi specializzati. Le tecnologie e un team di esperti in diagnosi del potenziale con cui Credem collabora da anni in partnership, hanno garantito un livello di diagnosi pari al colloquio in presenza e la prosecuzione dell’iter di selezione senza interruzioni o rinvii.

Credem punta da sempre all’innovazione tecnologica. Gli ingenti investimenti degli ultimi anni hanno reso lo smartworking uno standard largamente utilizzato, ancora di più negli ultimi mesi: da 2 mila alla fine del 2019, si è arrivati ad oggi alla quasi totalità delle persone del gruppo che possono lavorare da remoto (6.200 dipendenti).

Gli investimenti sui giovani continueranno anche nel 2020 nel solco di quanto fatto negli ultimi cinque anni in cui il gruppo ha assunto oltre 750 persone tra neodiplomati e neolaureati, circa il 57% delle assunzioni complessive. Per ciascuno è costruito un progetto personalizzato che consiste in una fase iniziale di selezione che punta a conoscere la persona a 360°; seguono l’inserimento e l’affiancamento in fase di on boarding, la formazione continua in termini sia di sviluppo professionale che personale e la job rotation come leva di crescita alla valorizzazione della diversity all’interno della popolazione aziendale.