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Bollette e bonus Covid, ecco quanto risparmiano le pmi

Selectra ha fatto i conti: il taglio vale da 13 a 220 euro. E il risparmio sale con l’aumento della potenza del contatore

Quanto vale il taglio in bolletta fissato dal Decreto Rilancio per le PMI? Dai 13 ai 220 euro per il trimestre oggetto dell’agevolazione. Briciole per chi ha un contatore a 3 kW, ma il risparmio cresce con l’aumento della potenza del contatore. Lo  confermano i calcoli che ha provato a fare Selectra, startup nata nel 2015 traslando un modello di business francese, per offrire agli utenti residenziali italiani una guida per orientarsi nel mercato libero dell’energia. Alle pmi italiane la società offre un servizio di procurement simile a quello della big corporate, ma a costo zero. «Le imprese piccole o micro, che sono oltre 4 milioni nel nostro Paese, non hanno nella maggior parte dei casi un ufficio interno che si possa occupare della gestione della bolletta energetica, un servizio gratuito che noi forniamo, attraverso una consulenza personalizzata e tempi di espletamento delle pratiche rapidissimi», spiega Niccolò Carlieri, fondatore della società insieme ad Antoine Arel. 

Taglio in bolletta (sulla parte fissa)

Insieme a loro abbiamo analizzato il dettaglio del beneficio fissato per legge. Ricordiamo intanto che esso è valido per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020 e ha preso corpo con la Delibera dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), che ne ha ufficializzato il meccanismo. «Innanzitutto, va ricordato che il taglio riguarda le utenze non domestiche connesse in bassa tensione e verrà applicato alla parte fissa della bolletta. Questa spesa non dipenderà quindi dai consumi e deve essere sostenuta in ogni caso, anche se l’esercizio rimane chiuso e non si fa alcun uso dell’energia. Il taglio verrà applicato direttamente in bolletta. Per un piccolo studio privato il taglio sarà sicuramente poco tangibile, ma per un’attività con un contatore a 15 kW, se rimane chiusa e dunque non consuma nè fattura, diventa un risparmio importante, che permetterà di evitare oltre il 70% delle spese in bolletta per l’intero trimestre», aggiunge Antoine Arel.

Sui 3 kW, risparmio di 13 euro

Allora, vediamo in che modo questo beneficio impatterà sui conti delle pmi. Se parliamo di una potenza impegnata di 3 kW, standard per un appartamento, e che nel caso di un’utenza non domestica potrebbe corrispondere a un piccolo studio privato, con pochi collaboratori e privo di qualsiasi tipo di apparecchi energivori, il taglio trimestrale in bolletta sarà pari a 13 euro e verrà applicato sui costi fissi, che per questo tipo di utenza ammontano a circa 87 euro (imposte escluse, il risparmio è del 15%). 

Un piccolo negozio o bar senza impianti energivori, con potenza tra i 4 e 6 kW registra un risparmio fino al 44% sui costi fissi (pari a 138 euro), tra i 29 e i 61 euro. In questa categoria ricadono attività come i parrucchieri o una piccola carrozzeria, un piccolo negozio di alimentari.

Più cresce la potenza impegnata del contatore più aumenta il risparmio in bolletta previsto dal Governo. Per un’attività commerciale, un laboratorio o un’autofficina, un bar con cucina con un contatore a 10 kW, il taglio in bolletta sarà pari a 125 euro per 3 mesi, su un importo che senza questa riduzione sarebbe pari a circa 204 euro senza consumi. Il taglio dei costi fissi in bolletta ammonta in questo caso a circa 61%. 

Più di 200 euro lo sconto per una pmi

Per una PMI, che per svolgere la propria attività ha bisogno del contatore con una potenza impegnata da 11 a 16 kW, il taglio in bolletta sarà ancora più evidente. Ad esempio, un laboratorio artigianale o una piccola falegnameria o una caffetteria con un contatore a 15 kW senza l’agevolazione dell’Autorità pagherebbe circa 284 euro di costi fissi (imposte escluse) per 3 mesi. Di questo importo, 205 euro, ossia ben 78%, gli saranno scalati dalla bolletta per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020. 

Superati i 16,5 kW di potenza la riduzione in bolletta in termini relativi, ossia in percentuale  rispetto alla spesa fissa normalmente sostenuta (anche in caso di un’attività chiusa), si riduce leggermente. Così, per un ristorante con un contatore a 16,5 kW il risparmio in bolletta sarà di 215 euro per 3 mesi, più basso in termini assoluti rispetto a quello che riceveranno i titolari di un contatore a 16 kW.