ECONOMIA, Highlight

BoE pronta ad ampliare il Qe a giugno

L’istituto centrale lascia invariati tassi e piano di acquisti. Ma diffonde stime nere per l’economia di sua maestà. Gli operatori scommettono su nuove misure a breve

Come atteso, la Bank of England ha lasciato i tassi di interesse allo 0,1% e ha confermato il programma di quantitative easing da 200 miliardi di sterline. La decisione del Monetary Policy Committe è arrivata in contemporanea alla diffusione dal parte della stessa BoE delle stime sulle ripercussioni che il lockdown anti coronavirus avrà sull’economia della Gran Bretagna. Stime scioccanti che prevedono un calo record del Pil del 14% nel 2020, con un meno 25% senza precedenti nel secondo trimestre dopo il meno 2,9 del primo, e un rimbalzo nella seconda metà dell’anno. Numeri che fanno concordare gli operatori sul fatto che nuove misure da parte della banca centrale non si faranno attendere.

“Nessuna grande sorpresa da parte della Banca d’Inghilterra –  commenta Esty Dwek, head of global market strategy di Natixis IM Solutions -. Tuttavia, due membri hanno votato a favore di un ulteriore ampliamento del Qe, pari a 100 miliardi di sterline, che probabilmente arriverà in occasione della riunione di giugno, dato che l’attuale programma dovrebbe raggiungere il proprio attuale obiettivo entro l’inizio di luglio”.

“Data la debolezza dell’economia del Regno Unito e le prospettive di crescita molto basse indicate dalla Banca d’Inghilterra per il secondo trimestre, sono attesi, e necessari, ulteriori stimoli – aggiunge Dwek -. Inoltre, le trattative in materia di Brexit torneranno alla ribalta nei prossimi mesi, lasciando prevedere una maggiore pressione sugli asset britannici e una maggiore necessità di sostegno da parte della BoE. I rendimenti hanno mostrato una relativa stabilità in seguito all’annuncio, in previsione di ulteriori misure di alleggerimento nei prossimi mesi. Se la Banca d’Inghilterra non raggiungerà i risultati nel corso di questo trimestre, prevediamo un aumento della pressione sugli asset britannici”.

Secondo Luke Bartholomew, economista di Aberdeen Standard Investments, l’istituto centrale prevede potenzialmente la peggiore recessione mai registrata e forse vuole assicurarsi di non utilizzare tutti i propri strumenti politici troppo presto. “Tenere i tassi stabili non è una sorpresa – osserva -. Al momento non crediamo che la BoE seguirà le altre banche centrali portando i tassi in negativo, ma è probabile che nel corso di quest’anno decida di aumentare i propri acquisti di attività di almeno 100 miliardi di sterline. Michael Saunders e Jonathan Haskel, che in passato hanno avuto entrambi la tendenza verso un atteggiamento accomodante, hanno votato a favore questo mese, ma forse i membri più rigidi vogliono che la Banca mantenga una riserva di munizioni per il futuro. Ma altri stimoli sono certamente in arrivo”.

Per l’economista, le previsioni della BoE su una rapida ripresa economica nel 2021 e successivamente, con un livello di attività che tornerà ad avvicinarsi ai livelli pre-crisi entro il 2023, sono ottimistiche. “Noi crediamo che per la fine del 2023 l’economia sarà inferiore di almeno il 5% rispetto a quanto sarebbe stata senza il virus. Encora più sorprendente è il fatto che lo scenario della BoE veda l’inflazione tornare al 2% entro il 2022, dopo lo 0,6% e lo 0,5% rispettivamente nel 2020 e nel 2021. Questo dato sembra estremamente ottimistico, considerato l’enorme output gap aperto dalla crisi e le altre forze disinflazionistiche che pesano sull’economia, per cui noi prevediamo un’inflazione all’1,2% nel 2022”, conclude.