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Azioni, bond, valute: ecco cosa aspettarsi

Parola d’ordine: cautela. L’esset allocation secondo Natixis IM Solutions

Per le azioni, meglio Svizzera ed Asia che Europa e Usa. Quanto ai bond, le banche centrali tutelano più il segmento ig che quello hy. E per le valute il dollaro resta da preferire. A tracciare il quadro delle principali asset class in questo momento particolarmente delicato, con gli occhi degli investitori puntati sul diffondersi dell’epidemia di coronavirus, è Esty Dwek, head of global market strategy di Natixis Im Solutions, secondo cui resta ancora d’obbligo la prudenza.

La Dwek parte dalle azioni. “A seguito di un crollo senza precedenti del mercato azionario globale, soprattutto per quanto riguarda la velocità del calo, riteniamo che i listini conserveranno fragilità fino a quando non registreremo un picco nella maggior parte dei mercati sviluppati – afferma – . Per questo motivo, rimaniamo cauti nonostante i grandi annunci di stimoli e manteniamo una posizione di leggero sottopeso sull’azionario. Riteniamo che i Paesi con caratteristiche più difensive o che siano stati i primi ad entrare ed a lasciarsi alle spalle l’epidemia dovrebbero mostrare segni di resilienza. Per questo motivo, abbiamo una piccola preferenza per la Svizzera e gli emergenti asiatici e un leggero sottopeso per l’Europa e gli Stati Uniti al momento”.

L’esperta sottolinea che  i settori maggiormente colpiti dall’epidemia e dalle conseguenti misure di contenimento resteranno a rischio, compresi i viaggi, l’intrattenimento e naturalmente l’energia. Ma aggiunge che le valutazioni sono scese drasticamente dopo l’epidemia, suggerendo entry point molto più interessanti in un’ottica di lungo periodo, anche se potrebbe essere ancora troppo presto per aggiungere una dose significativa di rischio ai portafogli. “Ciononostante, con la speranza che le misure di contenimento possano essere alleggerite prima dell’estate, manteniamo una prospettiva costruttiva a medio termine”, precisa.

Passando al reddito fisso, la Dwek evidenzia come i rendimenti si siano stabilizzati dopo alcuni giorni estremamente ripidi e un significativo calo dovuto alle preoccupazioni riguardo alla crescita globale. “Anche i mercati della liquidità e la raccolta hanno mostrato segni di stress, portando la Federal Reserve ad annunciare misure praticamente illimitate per combattere la crisi – osserva -. Di conseguenza, i rendimenti si sono stabilizzati a livelli bassi e dovrebbero rimanere contenuti per il momento”.

Una mossa analoga si è verificata in Europa, con gli spread dei bond sovrani dei peripherals in forte espansione fino a quando l’intervento su larga scala della Banca Centrale Europea non ha calmato i mercati con oltre 1.000 miliardi di euro di acquisti previsti per quest’anno. “In questo modo, abbiamo nuovamente aggiunto una dose maggiore di duration ai portafogli, con un’esposizione più neutrale nei confronti dei titoli di Stato in Europa e negli Stati Uniti – prosegue -. Abbiamo ridotto la nostra allocazione al credito riducendo per il momento la nostra esposizione all’hy. In effetti, il rischio di default è aumentato in modo significativo, soprattutto negli Stati Uniti, dato il calo dei prezzi del petrolio, e le Banche centrali sono più concentrate nel tutelare il segmento dell’investment grade. Riteniamo che gli spread possano rimanere ampi per un certo periodo di tempo, anche se forse abbiamo già assistito al movimento più significativo. I rendimenti stanno adesso prezzando uno scenario di crescita molto negativo, ma anche una volta che le prospettive saranno migliorate, riteniamo che i rendimenti continueranno a rimanere bassi a lungo”. 

Quanto alle valute, il dollaro resta il preferito, con un picco durante la fase peggiore del sell-off. “Anche se in flessione rispetto ai recenti massimi – fa notare la Dwek -, crediamo che il biglietto verde continuerà a trarre beneficio dalle continue incertezze e dai timori di legati alla crescita. L’euro e la sterlina continuano a fronteggiare ostacoli, anche se il differenziale dei tassi d’interesse con il dollaro si è nuovamente ridotto a seguito dei tagli della Fed. Le valute dei mercati emergenti possono offrire opportunità selettive, ma con maggiore volatilità e rischi idiosincratici”.

Tra le materie prime, a seguito dei contrasti tra Arabia Saudita e Russia in termini di prezzo del barile e del conseguente calo sia del Wti che del Brent, i prezzi del petrolio si sono stabilizzati. “È probabile si mantengano bassi per un certo periodo di tempo a causa di uno shock, sia lato domanda che offerta – sostiene l’esperta -. In seguito ci aspettiamo una ripresa, anche se l’offerta a medio termine dovrebbe rimanere ampia, aspetto che dovrebbe consentire di contenere i prezzi”. L’oro dovrebbe continuare a registrare una domanda sottostante nelle sue vesti di ‘porto sicuro’, anche se la maggior parte del movimento potrebbe essere alle spalle.

Infine gli alternativi. “Continuiamo a trovare spazio per le strategie alternative in portafoglio, mentre cerchiamo di de-correlare e diversificare le strategie per integrare le asset class tradizionali, in particolare con i liquid alternative. Crediamo che i real asset possano anche contribuire a fornire reddito in un mondo a basso rendimento” conclude la Dwek.