Highlight, INVESTIMENTI, Mercati

Asia, opportunità nell’equity nonostante la trade war

Le prospettive di lungo termine del mercato asiatico restano molto positive, ma è necessaria una selezione attenta. L’analisi di T. Rowe Price

È senz’altro un momento interessante per investire in Asia. Ad assicurarlo è Eric Moffett, gestore del fondo T. Rowe Price Asia Opportunities Equity di T. Rowe Price, secondo cui c’è un ampio divario tra le quotazioni dei mercati asiatici e il resto del mondo, e gli stessi mercati asiatici sono più a buon mercato rispetto al passato. Non solo: la crescita dei profitti è positiva in Asia e le attese del consensus prevedono che questo trend proseguirà nel 20201. L’interruzione delle negoziazioni commerciali tra Cina e Usa è sicuramente un ostacolo nel breve termine; tuttavia, il lato positivo è che le quotazioni in Cina sono scese ai livelli raggiunti ai tempi della crisi. Nel frattempo, le prospettive di lungo termine del mercato asiatico restano molto positive.

“Più di metà del nostro portafoglio attuale è composto da società in cui investiamo da tre anni o più. Si tratta prevalentemente di aziende di elevato standing in aree ‘depresse’, come la ristorazione o i supermercati di fascia bassa. Tali aziende hanno di norma flussi di cassa interessanti nel lungo termine e utili prevedibili, ma mancano di quella crescita robusta che gli investitori ormai si aspettano da alcune società asiatiche – spiega il gestore -. La nostra scelta riflette l’impegno a trovare società che abbiano una sostenibilità reale. Preferiamo società che possano offrire un ritmo di crescita affidabile del 10-15% annuo, sia nei momenti buoni che nei cattivi, piuttosto che società in grado di guadagnare il 100% in un anno, per poi crollare in quello successivo”.

Un esempio è AIA Group, la più grande società indipendente di assicurazioni vita in Asia. Secondo Moffett, AIA è ben posizionata per trarre vantaggio dalla crescita della classe media e dalla maggiore inclusione finanziaria, in particolare in Cina. Sono interessanti anche le catene di supermercati di fascia bassa e i fast food che generano flussi di cassa, come Yum! China, e CPall, che possiede i negozi in franchising 7-Eleven e Makro in Thailandia.

Il gestore raccomanda infatti di guardare oltre la tecnologia. Nei mercati asiatici, più di recente, un’ampia porzione della performance relativa dei portafogli è stata determinata dalla posizione dei gestori sul settore tecnologico. Le società che operano su internet possono essere complesse e sono esposte al rischio di disruption. “Ciò detto, riteniamo che il colosso cinese di internet Tencent sia un’ottima azienda, guidata da un management intelligente e onesto – evidenzia -. A nostro avviso la sua forza si basa sulla spesa per la pubblicità, che si sta spostando da offline a online”.

Moffett spiega che diverse opportunità si trovano nel mercato domestico delle ‘A-share’, recentemente aperte agli investitori internazionali. “Si tratta di un mercato ancora molto ‘emotivo’: gli investitori retail locali spesso vendono perché colti dal panico, o comprano sulla scia di una nuova tendenza. Per un gestore professionista, in grado di selezionare i titoli in cui investire, è un paradiso – osserva -. Tuttavia, è un’area che richiede molta attenzione. Ci sono parecchie società di bassa qualità, che sono state oggetto di svendite più che giustificate. Ad ogni modo, le quotazioni oggi suggeriscono una crisi e non abbiamo mai visto gli investitori locali così ribassisti. Le partecipazioni straniere su questo mercato sono solo del 3%. Man mano che i capitali stranieri aumenteranno, verrà posta maggior attenzione ai fondamentali. Pertanto, le società più forti dovrebbero essere oggetto di una revisione positiva del rating”.

In India, il gestore spiega di esser ‘tornato alle basi’, evitando le società mid-cap di consumo con rating elevato e focalizzandoci invece sulle aziende che trarranno vantaggio dal miglioramento delle infrastrutture. “Investiamo in una società finanziaria nel settore dei veicoli commerciali, la Shriram Transport, e in alcune delle banche gestite in modo più prudente. Anche se l’India non sembra mai a buon mercato, queste società scambiano sui valori più bassi dei loro range di quotazione”.

Fondamentale è sempre una selezione attenta. “Nella ricerca delle società da inserire in portafoglio, adottiamo uno stile bottom-up, gestendo gli investimenti intenzionalmente in modo da ottenere un’esposizione geografica neutrale. Allo stesso tempo, rimaniamo orientati verso la domanda interna: ciò significa che non siamo esposti alla guerra commerciale tra Usa e Cina.

Il nostro ingrediente segreto sono gli analisti: professionisti estremamente specializzati, che sono immersi nel loro mercato e hanno attraversato diversi cicli economici. A nostro avviso, l’Asia è un luogo interessante in cui investire oggi da molti punti di vista. Tuttavia, richiede ancora una navigazione cauta e attenta, per assicurarsi che le opportunità di crescita non finiscano per essere un boccone amaro”, conclude Moffett.