Fondi

Gestito, la raccolta frena ma rimane positiva

A ottobre, frena la raccolta dell’industria italiana del risparmio gestito. Il bilancio finale, comunque, rimane positivo e di tutto rispetto, con le nuove sottoscrizioni che hanno superato i riscatti per 5 miliardi di euro.

È quanto emerge dalla consueta fotografia mensile scattata da Assogestioni, l’associazione italiana delle società di gestione del risparmio, da dove emerge chiara la spinta propulsiva dei fondi aperti (+2,9 miliardi) e i mandati istituzionali (+2,2 miliardi). Nell’ambito dei fondi aperti, le categorie di prodotti su cui si sono convogliate le preferenze dei sottoscrittori sono state quelle dei flessibili (+2,8 miliardi), degli azionari (+1,6 miliardi) e i bilanciati (+269 milioni). Con questi ulteriori 5 miliardi, il saldo di raccolta netta da inizio anno sale a quota 126 miliardi, mentre il patrimonio gestito sale a 1.816 miliardi di euro, facendo segnare un nuovo massimo storico. Il 51% degli asset, circa 926 miliardi, è investito nelle gestioni di portafoglio; il 49%, circa 890 miliardi, è destinato alle gestioni collettive.
Guardando lo spaccato delle singole società, a fare la parte del leone a ottobre è stata Pioneer (gruppo Unicredit), che ha visto confluire nelle casse di fondi e gestione di portafoglio poco più di 1,1 miliardi. Bene anche il gruppo Generali, capace di raccogliere 918,5 milioni, mentre, sempre tra le big, ha sofferto il gruppo Intesa Sanpaolo, che ha accusato una fuoriuscita di liquidità di poco superiore a 1 miliardo. In gran spolvero anche Anima, che ha racimolato sul mercato quasi 900 milioni, e il gruppo Bnp Paribas (+638,4 milioni il risultato positivo di raccolta netta). Continua invece a soffrire Franklin Templeton (-99,5 milioni), accompagnata a ottobre dal rosso di Deutsche Asset and Wealth Management (-137,1 milioni).