ECONOMIA

Ripresa, 10 mesi per tornare alla normalità pre Covid

Gli analisti di Fidelity International vedono rosa. Tech e sanità i settori che cresceranno di più. Europa peggio di Usa e Cina

Meno di un anno, dieci mesi per la precisione. E’ quanto ci vorrà perché l’attività commerciale torni alla normalità pre Covid nella maggior parte dei settori e delle regioni secondo gli analisti di Fidelity International. Poi, da lì, si crescerà oltre i livelli precedenti alla pandemia entro la fine del 2021. È quanto emerge dall’edizione di giugno della Fidelity Pulse Survey, l’indagine condotta appunto tra gli addetti ai lavori del gigante Usa di gestione di fondi, da cui traspare un crescente ottimismo sul percorso della ripresa: secondo la media globale delle risposte, infatti, si stima che le disruption aziendali cesseranno entro i prossimi 10 mesi.

“A fronte di dati economici difficili, cominciano a emergere alcuni elementi positivi – sottolinea Fiona O’Neill, director global research di Fidelity International -. La Cina sta guidando la ripresa, con i nostri analisti che si aspettano un’attesa di poco meno di 6 mesi per raggiungere la stabilità, segno che lo slancio economico del Paese sta prendendo piede. Il quadro generale di ottimismo è confermato da un notevole incremento della percentuale di analisti di Fidelity che vedono nei loro settori i principali indicatori positivi”.

Ed è il settore energetico ad aver visto il miglioramento più significativo in termini di prospettive, trainato dalla stabilizzazione del prezzo del petrolio, con il 73% degli analisti che copre questo settore che ha segnalato che i principali indicatori sono positivi, in crescita rispetto ad appena l’8% di due mesi fa”.

Certo, quando la crisi Covid-19 passerà e l’attività commerciale si stabilizzerà, i livelli saranno inferiori a quelli del 2019. La media delle risposte degli analisti di Fidelity segnala che l’attività a livello globale sarà inferiore del 2,9%, mentre quella in Cina dovrebbe essere inferiore del 2% e quella in Europa del 4,4%. “La strada della ripresa non sarà spianata – prosegue la O’Neill -, con settori e regioni che si riprendono a velocità diverse. Tuttavia, entro la fine del 2021, tutti i settori dovrebbero tornare a livelli pari o superiori a quelli pre Covid, con un’attesa della crescita dei settori dell’IT e della sanità di oltre il 10% in più, il doppio rispetto alla media globale pari a circa il 5%”.

Ma alcuni cambiamenti accelerati dalla pandemia resteranno. Nonostante l’attenzione urgente che la crisi sanitaria ha posto sulla sopravvivenza aziendale e sulla solidità finanziaria, gli analisti di Fidelity hanno infatti sottolineato che i fattori ambientali, sociali e di governance stanno avendo la precedenza sulla massimizzazione del profitto. Solo il 15% degli esperti ha affermato che le loro aziende non sarebbero disposte a sacrificare alcun guadagno per perseguire un’agenda più sostenibile.

“Il cambiamento più significativo, come riportato il mese scorso, è stata la maggiore attenzione alle questioni sociali – fa notare la O’Neill. Questo mese, l’indagine ha rilevato che questa tendenza durerà più a lungo dell’epidemia di Covid-19 in alcune aree. Il 15% degli analisti in Nord America, una percentuale più alta rispetto all’Europa, ha dichiarato di aspettarsi che la maggior parte dei cambiamenti orientati al sociale nelle aziende sarà permanente”.

“Un buon esempio delle conseguenze sociali di Covid-19 sul business è un cambiamento nel ruolo delle banche, con i finanziatori che svolgono una funzione di utilità nella distribuzione di pacchetti di stimolo governativi e nell’aiutare i mutuatari nel periodo di difficoltà finanziaria”, conclude.