ECONOMIA

Recessione, il rischio si allontana

Eijking (Bmo Gobal Am): “Le aspettative di crescita sono state riviste al ribasso, ma è molto difficile che avvenga una recessione nel breve termine”

Il rischio non è all’orizzonte, ma una recessione potrebbe arrivare nel 2020.  Ne è convinta Anja Eijking, gestore del fondo Bmo Global Convertible Bond di Bmo Global Am, secondo cui l’ottimismo per i progressi raggiunti nella controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina e la politica monetaria accomodante della Federal Reserve hanno sostenuto il mercato azionario. “Dai dati pubblicati nel corso del mese – spiega – emerge un rallentamento dell’economia statunitense un tasso di crescita annualizzato del 2,6% nel quarto trimestre, in calo rispetto al 3,4% del trimestre precedente, con una minore crescita dei consumi e un mercato immobiliare più debole. I dati mensili sulle buste paga statunitensi indicano che il mercato del lavoro continua a rafforzarsi, mentre le letture mensili degli indicatori sugli investimenti nel settore manifatturiero e in quello delle imprese sono apparse più eterogenee”.

Quanto all’Eurozona, “i dati economici sono rimasti deboli – prosegue l’esperta -, la fiducia degli investitori, come si evince dall’indice Sentix, a febbraio ha toccato il minimo degli ultimi quattro anni. I dati pubblicati nel corso del mese mostrano come la produzione industriale dell’area euro si sia contratta a dicembre, mentre gli esportatori hanno dovuto affrontare il rallentamento della domanda globale. I dati ufficiali indicano che l’economia della zona euro è cresciuta solo dello 0,2% rispetto al quarto trimestre, invariata rispetto al trimestre precedente. La fiducia delle imprese tedesche, misurata attraverso l’indice Ifo, è scesa al livello più basso dal 2014 mentre l’economia italiana recentemente è scivolata in recessione”.

Dati contrastanti invece per la Cina. “Da un lato c’è stato un forte rialzo dei prezzi delle case e un miglioramento delle esportazioni – analizza la Eijking -, dall’altro l’indagine ufficiale cinese ha misurato una contrazione dell’attività manifatturiera per il terzo mese consecutivo in febbraio. Sono state emesse convertibili per un totale pari a circa 8 miliardi di dollari. Tra gli emittenti, il produttore cinese di auto elettriche Nio, il produttore cinese di hardware Lenovo, il fornitore olandese di servizi di ordinazione e consegna di cibo online Takeaway.com e il produttore canadese di cannabis medica Aurora Cannabis”.

Le aspettative di crescita sono state riviste al ribasso, avverte l’esperta. “Il nostro scenario di base continua a non prevedere una recessione nel breve termine: l’economia statunitense rimane forte e la prima metà del 2019 beneficerà ancora dall’impatto positivo dello stimolo fiscale. Tuttavia, in uno scenario in cui non ci saranno investimenti infrastrutturali o compensazioni per il deficit fiscale Usa, nel 2020 è plausibile ipotizzare una recessione. Siamo cauti riguardo alla pianificazione per la realizzazione di grandi investimenti”.

“Il rallentamento della crescita economica in Cina e del commercio globale – è quindi la conclusione – hanno diminuito le prospettive di crescita europee. Inoltre, l’esito dei termini della Brexit rimane incerto e le preoccupazioni sui rischi politici continuano a condizionare il mercato.Le previsioni di crescita economica regionali per il 2019 sono
pari al 2% per gli Usa, l’1% per l’Eurozona, il 6% per la Cina e lo 0,5% per il Giappone”.