ECONOMIA

Niente più lacrime per l’Argentina

Questa è la settimana del grande ritorno dell’Argentina sui mercati obbligazionari internazionali, con la prima emissione in più di 15 anni.

Dopo la ristrutturazione del debito che ha seguito il default del 2001, la prolungata opposizione degli investitori aveva impedito al paese di far fronte al proprio debito, ripotando l’Argentina in default tecnico nel 2014. La definizione del contenzioso con i creditori – uno degli impegni elettorali del neo eletto presidente Mauricio Macri – ha aperto la strada per l’emissione obbligazionaria di ieri, che aiuterà il governo a pagare gli interessi in mora e i debiti in essere, oltre che a finanziare un deficit di bilancio non indifferente.

In un clima di miglioramento delle aspettative, gli investitori hanno cominciato a scambiare i titoli esistenti a prezzi superiori, senza frenare la massiccia domanda in risposta alla nuova emissione, che ha visto un’oversubscription di 5x. L’emissione ha permesso alle casse pubbliche di raccogliere 15 miliardi di dollari, con scadenze da 3 a 30 anni e rendimenti tra il 6,4 e l’8%, senza che i titoli presentino alcuna debolezza sul mercato secondario.
Il governo di centro-destra, generalmente apprezzato dagli investitori per le sue politiche favorevoli al mercato, non è ancora fuori pericolo, lottando ancora tra una difficoltosa crescita economica e l’alta inflazione. Tuttavia, il rinnovato ottimismo degli investitori sarà certamente d’aiuto per un ritorno dell’economia argentina alla sua vecchia gloria.

Commento a cura di Saxo Bank