ECONOMIA

Il rischio Italia dovrebbe essere assorbito dalla ripresa economica. Ecco perché

Il risultato delle elezioni italiane ha confermato il trend generale dell’Europa occidentale: i partiti populisti e anti sistemici guadagnano sempre più voti, ma non ottengono la maggioranza. Inoltre, i due principali partiti populisti italiani – Luigi Di Maio del M5S da un lato e Matteo Salvini della Lega dall’altro – hanno fortemente attenuato le loro posizioni anti-europeiste nel corso della campagna elettorale.

Così come nel caso della Francia lo scorso anno, il tema dell’uscita dall’euro non ha mai convinto gli elettori. Sappiamo già che non si avrà una netta maggioranza né per la Camera né per il Senato, ma che Lega e da Forza Italia formeranno una coalizione elettorale formata per cercare di formare un governo di minoranza.
La questione principale sarà la politica fiscale. Con un debito pubblico pari al 130% del PIL, l’Italia è il paese con il minor rating tra i paesi più grandi dell’Eurozona. Comunque, la ripresa economica in atto, un forte avanzo della bilancia commerciale(+3% del PIL), e il recente calo del disavanzo di bilancio (-1,9% del PIL nel 2017, il più basso livello dal 2007) hanno indotto Standard & Poor’s ad alzare il rating lo scorso ottobre, da BBB- a BBB.
L’Italia avrà bisogno di evitare qualsiasi passo indietro sotto questo punto di vista, il che implica che occorrerà ripensare alle generosissime promesse elettorali fatte dai diversi partiti. E’ in questo scenario che il differenziale dei tassi di interesse a lungo termine tra Italia e Germania, oggi pari a +1,35%, possa continuare a diminuire gradualmente.

a cura di Dorval Asset Management