ECONOMIA

Il destino della Cina appeso ai semiconduttori

Biggs (GAM Investments): “Per una ripresa delle esportazioni della Cina e degli altri Emergenti è necessario un aumento delle vendite di semiconduttori, che ci attendiamo si possa verificare nel terzo trimestre dell’anno”

Ormai gli analisti sono pressoché unanimi nel dire che una recessione negli Usa è poco probabile. E infatti, i nuovi prestiti si mantengono su livelli bassi e la crescita dovrebbe rallentare fino a circa il 2%, valore che garantirebbe il proseguire delle condizioni attuali. Nel frattempo in Cina i prestiti sono aumentati nel primo trimestre dell’anno: l’impulso positivo del credito dovrebbe spingere le vendite di proprietà immobiliari. Questo effetto si sta manifestando sulle importazioni cinesi, in crescita, a beneficio degli esportatori asiatici.

Nonostante ciò la crescita globale rimane debole, sottolinea Mike Biggs, investment manager delle strategie obbligazionarie local emerging market di GAM Investments. “I volumi delle esportazioni mondiali sono ai minimi del periodo successivo alla crisi e la produzione industriale globale si è ridotta, soprattutto a causa del rallentamento nei mercati emergenti dell’Asia. L’ultimo elemento dell’equazione è il volume delle esportazioni asiatiche, che tende a essere correlato con le vendite di semiconduttori. Un buon indicatore di questo fenomeno è il prezzo delle Dram (dynamic random-access memory), che seguono l’indice Pmi cinese, anche se con un certo ritardo. Dal nostro punto di vista, per una ripresa nei volumi delle esportazioni degli emergenti è necessario un aumento delle vendite di semiconduttori, e ci attendiamo che questo si possa verificare nel terzo trimestre dell’anno”.

Per quanto riguarda il debito dei mercati emergenti, sono due secondo Biggs i fondamentali importanti: la crescita globale e la bilancia dei pagamenti. “L’elemento chiave è la bilancia delle partite correnti. Quando gli EM si trovano in deficit, i rendimenti medi nei sei mesi successivi sono tipicamente piatti o negati e la volatilità dei tassi di cambio è elevata. Quando, invece, si trovano in surplus i rendimenti medi tendono a essere positivi e la valuta più stabile”.

“La bilancia delle partite correnti dei mercati emergenti è in un surplus positivo, anche se il deterioramento registrato ad aprile, imputabile all’Asia, suggerisce possibili rischi per il secondo trimestre dell’anno. Un’inversione di rotta in termini di crescita e di volumi dell’export, oltre a un dollaro stabile, sono i requisiti necessari per favorire una nuova fase del rally”, conclude l’esperto.