ECONOMIA

Eurozona, il tracollo dei Pmi chiama nuove misure

Diggle (Aberdeen Standard Inv): “Necessario un maggiore allentamento delle politiche e della spesa”

Peggio delle attese già nere. I dati preliminari Pmi dell’Eurozona del mese di marzo non lasciano spazio a speranze: la pandemia del coronavirusha portato ad uno dei peggiori crolli dell’attività economica del Vecchio Continente. L’indice composito è infatti scivolato a 31,4 punti, nettamente più in basso rispetto al consensus di 38,4 e inferiore al minimo raggiunto a febbraio del 2009, pari a 36,2. In particolare, secondo Ihs Markit, l’indice manifatturiero è sceso a quota 44,8 dai 49,2 punti di febbraio, al minimo da 92 mesi, mentre quello dei servizi, il settore che più di tutti ha risentito dello stop da quarantena, è crollato da 52,6 punti a 28,4, minimo da luglio 1998.

In Germania manifattura e servizi hanno mostrato una netta contrazione: l’indice Pmi è sceso da quota 48 di febbraio a 45,7 di marzo per la manifattura, il minimo da due mesi. Molto più netto il crollo dell’indice dei servizi passato da 52,5 punti a 34,5, minimo record. L’indice composito è così calato dai 50,7 punti di febbraio a 37,2 punti.

Ancora più tragica la situazione francese, dove l’indice composito è sceso a 30,2 da 52,0 a febbraio, molto al di sotto delle previsioni di 39,8. Nel dettaglio, il Pmi manifatturiero è calato a 42,9 da 49,8 mentre nel settore dei servizi, l’indice ha raggiunto il minimo storico di 29,0 da 52,5 a febbraio, ben al di sotto della stima di 32,0. 

Per Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit, l’andamento del Pmi dell’Eurozona di marzo è indicativo di un forte crollo del Pil trimestrale di circa il 2%, ed “è chiaramente possibile che tale contrazione si intensifichi maggiormente poiché, nei prossimi mesi, potrebbero essere probabilmente implementate misure ancora più drastiche”.

 “È probabile che il Pil europeo raggiunga almeno il 3% nel primo trimestre e la situazione peggiorerà prima di migliorare “, commenta Paul Diggle, senior economist di Aberdeen Standard Investments.

“Lo stimolo monetario e fiscale già annunciato dalla Bce e dalle autorità governative è più che mai necessario – conclude -. Ci vorrà del tempo per alimentare il sistema e per avere degli effetti, ma alla fine sarà necessario un maggiore allentamento delle politiche e della spesa”.