ECONOMIA

Elezioni indiane, comunque vada sarà un successo

Le elezioni indiane non dovrebbero riservare grandi sorprese. Ma anche se così fosse, le previsioni per il Paese restano brillanti. La view di Pictet Am

Mentre la lenta macchina elettorale indiana acquista velocità, gli investitori osservano con attenzione per cogliere segnali sul corretto proseguimento del programma di riforma degli ultimi anni. “Per gran parte, non dovrebbero avere di che preoccuparsi”, osserva Venkatesh Sanjeevi, senior investment manager di Pictet Asset Management.

Nel giro di sei settimane, che si concluderanno il 23 maggio con la dichiarazione dei risultati, si prevede che le elezioni indiane coinvolgeranno 900 milioni di persone e quasi un centinaio di partiti politici. Le macchine per il voto elettronico saranno trasportate in più di un milione di seggi elettorali, in alcuni casi a dorso di elefante. “La dimensione dello sforzo esprime la complessità della politica – prosegue l’esperto -. In sostanza, i sondaggi suggeriscono che la coalizione National Democratic Alliance (Nda), guidata dal partito Bharatiya Janata (Bjp) del primo ministro Narendra Modi, rappresenterà probabilmente il principale blocco politico in parlamento”.

“Risulta meno chiaro – continua -, invece, se riuscirà a vincere con una maggioranza assoluta. L’ultimo sondaggio generale suggerisce 273 seggi per la Nda, uno in più dei 272 necessari. Ma la coalizione Up (United Progressive Alliance), guidata dall’Indian National Congress, appare distaccata di parecchio. Inoltre, le probabilità di vittoria del BJP sono andate crescendo. La maggiore spesa del governo per i distretti rurali e le recenti schermaglie militari con il Pakistan hanno contribuito a rafforzare il sostegno al Primo Ministro Modi, che si era indebolito per via delle difficoltà di breve termine al momento dell’attuazione dei programmi di riforma”.

Non c’è da preoccuparsi però. “Ogni risultato inferiore ad una vittoria assoluta per l’alleanza di Modi potrebbe disturbare i mercati, ma per noi sarebbe un’opportunità di acquisto – conclude Sanjeevi -. Le previsioni di lungo termine sull’India rimangono positive e le società di qualità dovrebbero continuare a crescere. Gran parte delle riforme del Bjp, infatti, è stata sufficientemente metabolizzata e difficilmente si tornerà indietro, anche in caso di vittoria a sorpresa del partito di opposizione, il National Congress Party, che è di norma meno entusiasta sui programmi di Modi. Politiche come il nuovo codice fallimentare, le riforme delle imposte su merci e vendite, l’attuazione di trasferimenti di benefici diretti sono tutte destinate a rimanere.